Rassegna storica del Risorgimento
DA COMO UGO
anno
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1942
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pagina
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113
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Libri e periodici 113
varie comunicazioni su Gioacchino Murai, fca cui, a tacer d'altre, una interessante della professoressa Angela Valente su Lo politica interna del Murai e le popolazioni meridionali e* suoi tempi (vedi Resoconti nella Rassegna del Risorgimento dell'ottobre-dicembre 1930) quale piccolo saggio dei risultati delle sue ricerche per un lavoro sulla politica interna di quel Napoleonide.
Nel fase. IIl poi della Nuova Rivista Storica del 1931 si è avuto un denso studio di L. La Volpe su Gioacchino Murai re di Napoli: Amministrazione e riforme economiche. Ecco ora la stessa Valente licenziare il promesso suo volume: Gioacchino Murai e VItalia meridionale.
Per l'opera la Professoressa napoletana si è valsa anche di fonti relativamente nuove per gli studiasi: le Carte della Casa reale borbonica, fra cui assai importanti il voluminoso Journal de Marie Caroline autografo, giungente però solo al 1811, e il Giornale d'affari di Ferdinando IV, la copia delle lettere del Duca d'Ascoli alla Regina e al Ministro marchese Somma di Circcllo (181012) ; i fasci 1308-1317 contenenti i quotidiani referti inviati dal colonnello Carbone, addetto borbonico presso la Polizia inglese in Messina; inoltre i Processi e verbali del Consiglio de' Ministri ni uraniani (1808-15) con allegate molte lettere inedite di re Gioacchino e della Consorte al ministro di Stato Pignatelli; i Processi verbali del Consiglio di Stato murattiano (180811) con i copialettere del Consiglio (180815) ; i Processi verbali de' Consigli provinciali (180614) ; la Corrispondenza Intendenti (180811) ; le Corrispondenze dei RR. Consolati ; le Carte del marchese del Gallo e Manoscritti e opuscoli vari della K. Deputazione di Storia patria in Napoli. La prof. Valente presenta poi, in fine del suo bel volume di 407 pagine una ricca bibliografia contemporanea e recente in argomento. Peccato che la scrittrice per la sua opera non siasi valsa di altra fonte, diretta e di capitale importanza per il suo assunto, ma certo di difficile accesso: quella de* preziosi Archivi murattiani conservati nel castello de la Bastide in Francia e contenenti le carte che, come è noto, nel 1815 furono messe in salvo dalla Regina sul vascello inglese con l'aiuto dei ministri del Gallo e Mosbourg, e quelle che il Re nella stessa circostanza affidò personalmente in due casse al Mosbourg per farne uso a suo tempo e conforme alle sue prescrizioni, e che andarono poi soggette a peripezie 1 Di esse, dopo fattane l'inventariazione, aveva cominciato a valersi Paul de Brethon per la magistrale sua pubblicazione: Lettres et àocuments pour servir à Vhistoire de Joachim MuraU purtroppo arrestatasi, nel 1914, al 1810. Vero è che la prof. Valente, pur intitolando il suo volume Gioacchino e VItalia meridionale, dichiara di non essersi occupata degli avvenimenti militari degli ultimi tre anni perchè su di essi ba egregiamente scritto il prof. Cortese e perchè la letteratura relativa all'ultimo biennio è ricchissima, primeggiandovi il Weil. La Valente dice poi d'aver temuto che le doverose larghe ricerche che ciò avrebbe richiesto in Italia e all'estero slargando l'orizzonte del suo lavoro ne compromettessero l'economia. Limitandosi invece alle sole doviziose fonti napoletane per il periodo da lei studiato ella ha creduto di poter venire a conclusioni a cui i ritrovamenti successivi non avranno ad apportare troppi e radicali mutamenti.
Certo, anche cosi limitata l'opera ha importato alla prof, Valente ampia mole di ricerche e di studi e uno sforzo ammirevole di sintesi, sebbene difetti alquanto nell'organicità del lavoro e nell'equilibrio delle proporzioni delle parti.
La scrittrice comincia col presentare al lettore il quadro sociale, economico ed etnografico del Regno distinguendone la Capitale dalla Provincia ed esaminandone il vario grado di sviluppo della civiltà. U Regno di Napoli, per le sue speciali condizioni nel decennio, formò un fertile humus per l'attecchire e il prosperare delle società segrete e specialmente della Carboneria, fomentata dagli anglo-borbonici e carezzata sul principio dagli stessi governanti murattiani. Nella seconda parte la Valente analizza ampiamente le forze costituenti l'opposizione al regime franco-napoletano e la reazione più o meno rilevante, ma stancabile, di questo, costretto a disperdere molta parte delle sue energie e della sua attività per combatterne le manifestazioni, specie nella sua forma