Rassegna storica del Risorgimento

DA COMO UGO
anno <1942>   pagina <116>
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116 Libri e periodici
soggiaciuto alla mania dell'inedito per l'inedito,1) dalla quale* con un saggio criterio di economia scientifica e bibliografica, bisogna rifuggire. A nostro parere sarebbe stato sufficiente pubblicare in appendice per esteso le lettere delle quali l'A. si era servito nel testo, e, se mai, aggiungerne a mo' di esempio qualche altra delle più notevoli.
A proposito di una svista nella quale incorse il Paleocapa in una sua lettera al Torelli2) e non corretta dal Di Prima, cioè la deformazione del cognome Camozzi, in quello di Cammozzi, non sarebbe ozioso indagare e meglio determinare la parte da lui avuta nella repressione del moto del '66, l'atteggiamento di Luigi Torelli, allora prefetto in quella città, ed il motivo del risentimento che il Torelli manifestò per il Rapporto che sui moti palermitani il Camozzi presentò allora a Bettino Rieasoli, ministro dell'Interno. PAOM ROMANO
ERSILIO MICHEL, Esuli italiani in Corsica; Bologna, Cappelli [1938], in 8, pp. 442. L. 30. Esuli italiani in Tunisia; Milano, ISPI [1941], in 8 piccolo, pp. 405. L. 25.
Nelle ricerche sulla vita degli esuli italiani durante gli anni del Risorgimento Ersilio Michel si è prodigato infaticabilmente. Con la stessa tecnica con cui nel 1935 il Michel ha scritto per Cappelli di Bologna il noto volume sugli Esuli italiani in Alge­ria, l'A. ha licenziato alle stampe per lo stesso editore un volume sugli Esuli italiani in Corsica del quale rendiamo conto con notevole ritardo, ed uno recentissimo sugli Esuli italiani in Tunisia pubblicato dall'ISPI.
Il Michel raggruppa dunque i profughi politici per regione di migrazione, ottenendo altrettanti quadri di patriottismo regionale che si prestano ad una buona comprensione di quello che fu il dramma del patriottismo italiano sulla via dell'esilio.'
Negli Esuli italiani in Corsica l'A., accoppiando mirabilmente i due campi di studio che da tempo è andato coltivando, l'emigrazione polìtica italiana durante il Risorgimento e la Corsica, la grande isola che fu per tanti emigrati un asilo tranquillo e sicuro benché tanto vicino alla Toscana, ha rifuso ed arricchito con nuovi dati una serie di articoli già pubblicati sali* Archivio storico di Corsica. Livorno, che per la sua posizione geografica, per la ricchezza e l'importanza del suo porto, si prestava ad essere centro d'irradiazione di notizie politiche e di corrispondenze settarie, è divisa da Bastia da uno stretto braccio di mare; erano quindi piuttosto frequenti i viaggi del vaporetto che legava l'una all'altra sponda. La Corsica divenne perciò la terra che i numerosi fuorusciti piemontesi e gli opinionisti napoletani come li chiamava l'Auditore del governo agognavano raggiungere, non potendo fermarsi in Toscana date le severe disposizioni del Governo Granducale per i forestieri sospetti. Nell'isola essi furono sempre ben accolti e rispettati dai Còrsi, aiutati da vari patriotti isolani come P. F. Roccaserra, Anton Felice Santelli e suo fratello F. M. Nicolao; quest'ultimo nel 1848 fu nominato console a Bastia dal nuovo Governo provvisorio di Modena e Reggio come ricompensa della sua infaticabile assistenza e degli aiuti dati in ogni momento ai profughi italiani; in seguito però quest'onorevole incarico fu tolto al Santelli che perseverò con generosità nella sua nobile condotta, e quando nel 1861 l'indipendenza italiana trionfava, gli ultimi quattordici emigrati, memori, si rivolgevano fiduciosi
i) Veramente non tutte le lettere del Paleocapa al Torelli pubblicate in appendice dal Di Prima sono inedite: sono già state pubblicate nella monografia su Luigi Torelli (Milano, 1931) da A. MONTI le lettere del 9 luglio 1860, 8 e 25 ottobre 1865, lo giugno, 23 luglio, 3 agosto, 3 e 16 ottobre, 15 novembre 1866, e 8 gennaio 1868.
2) Del 16 ottobre 1866; ma nella lettera del 3 ottobre 1866 la grafia del nome del patriota bergamasco è esatta.