Rassegna storica del Risorgimento
DA COMO UGO
anno
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1942
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pagina
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118
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1L8 Libri e periodici
partito democratico repubblicano, e dopo aver tratteggiato un importante progetto di spedizione in Sicilia dalla Tunisia, che ebbe un principio d'attuazione per opera dì Rosolino Pilo e con l'appoggio dei due profughi palermitani Salvatore Mondino e Salvatore Visiano. abbandona l'oggetto del sno lavoro dopo essere giunto al compimento della (piasi completa unità italiana nel 1861. Allora, il Piemonte, divenuto Regno d* Italia, assumeva sotto la protezione dei suoi consolati gli italiani di ogni parte della penisola, esclusi quelli ancora soggetti alla sovranità del Papa e dell* Imperatore dì Austria. Negli anni precedenti il 1859 era avvenuta negli esuli italiani in Tunisia una sensibile evoluzione politica, dalla primitiva fede mazziniana ad un atteggiamento più. realisticamente orientato verso l'iniziativa piemontese e cavouriana.
Il Michel ha dedicato a quest'ambien te, da lui amorosamente studiato su un gran numero di carte inedite giacenti in quasi tutti gli archivi d'Italia, quasi 400 pagine, che rappresentano, come s* è detto, un valido ed utilissimo contributo alla conoscenza del nostro Risorgimento, nei suoi molteplici spesso più oscuri aspetti. Molto utili gli indici dei nomi in libri che, come questi, finiscono per servire, più che altro, come opere di consultazione. 1 l(Jj * PAOLO ROMANO
Col. DECIO DE MINICIS, Vittorio Emanuele III. Dal regno all'Impero; Roma, P. Maglione, 1938-XVm, pp. 308. L. 12.
Giustamente osserva l'A. che non si può dare colore e risalto alla figura del Re e Imperatore tre volte vittorioso se non inquadrandola nel fondo storico, politico e militare del suo tempo, poiché Egli fu non solo spettatore, ma protagonista della sua storia e di quella dell' Italia, storia da Lui meditata e compiuta per Io più nel silenzio operoso e raccolto della Reggia. Ma ciò che per l'appunto manca a questo libro è hi rappresentazione intima dell'aspetto del Sovrano, invero la sola acconcia a farci ben comprendere com' Egli sia riuscito, pur compiacendosi di parere di solito assente, a dominare le sorti del suo regno lungo e fortunoso, esordito dal regicidio e sconvolto da tre guerre e da una rivoluzione. Bisognava, a mio avviso, soprattutto, mettere in più vivida luce le qualità peculiari della formazione spirituale di Vittorio Emanuele III, e in particolare la sua mente nativamente quadrata come quella del grande Avo, ma resa più chiaroveggente e più duttile da una cultura moderna vasta e sicura e da un'assidua meditazione interiore. Perciò non vi è stato in Lui nulla mai di prestabilito: Egli non ha mai obbedito a nessun preconcetto, non ha mai sovravalutato più del bisogno persone e cose, e in ogni suo atto si è lasciato guidare unicamente da quelle che erano le necessità concrete della Nazione, secondo criteri suoi saggi e obbiettivi.
Ma ad onta di ciò la biografia del col. De Minicis, densa come è di fatti debitamente vagliati (taluni anche noti o poco noti), tra i quali spiccano le azioni militari e la partecipazione del nostro esercito glorioso, il cui valore trova qui nuova e valida consacrazione; calda di passione e fervida di fede nelle salde istituzioni dello Stato italiano* cauta ed equilibrata nei giudizi su uomini e partiti avversi alla monarchia, può essere additata come utile lettura, specialmente per il popolo e per la gioventù studiosa.
Mi permetto però di consigliare all'A., dato il carattere divulgativo dell'opera, di sopprimere senz'altro, in una prossima edizione, la nota bibliografica aggiunta in fine al suo volume, tanto più che quella che egli presenta è inesatta e incompleta.
MASINO CIRAVEGNA