Rassegna storica del Risorgimento
DA COMO UGO
anno
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1942
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pagina
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149
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Vita dell'Istituto 149
dei contributi avvenga attraverso i Comitati locali. L'Amministrazione centrale provvede ad informare i vari Comi tuli dello riscossioni avvenute.
Come è noto l'Isti tu to ha particolarmente a cuore la ricerca e la conservazione del materiale archivistico riguardante il Risorgimento tuttora in possesso di privati o di piccoli enti. Questo in relazione a quanto dispone l'art. 2 dolio Statuto, che assegna tra l'altro, al nostro Istituto, il fine di compiere opera presso i privati perchè i documenti d'interesse nazionale siano donati, dati in deposito o vendati ai pubblici archivi in modo da evitarne la dispersione e da renderne agevole la conoscenza.
In questa azione si sono distinti in modo speciale i Comitati di Bergamo, di Brescia, di Como, di Milano, di Pavia, di Siracusa, di Trapani e di Trento, per non dir che di alcuni. Dell'opera del Comitato di Como è valida testimonianza lo studio di G. MORI, L'Archivio del Museo del Risorgimento G. Garibaldi in Corno, in corso di pubblicazione sulla Rassegna. Prossimamente vedranno la luce il secondo volume dei Documenti del Risorgimento negli Archivi trentini e uno studio su quelli di Trapani, al quale altri seguiranno di diversi Comitati. È della massima importanza che, con il più, severo scrupolo di esattezza scientifica ed in tempo non troppo remoto, l'Istituto possa assicurare agli studiosi, attraverso l'opera delle sue sezioni, notizie e indicazioni precise sulla esistenza e consistenza dei fóndi archivistici riguardanti il Risorgimento. A questo fine i Presidenti dei Comitati dovranno aver sempre presente che, per effetto del R. decreto-legge 1224 del 20 luglio 1934-XVII, le attribuzioni relative alla formazione e alla sorveglianza dei Musei del Risorgimento e la illustrazione della storia del Risorgimento , già affidate al Comitato Nazionale per la Storia del Risorgimento, spettano al nostro Istituto, che deve provvedere alla conservazione e al coordinamento di tali Musei, in modo che rispondano a precise finalità patriottiche e culturali e divengano strumenti per le ricerche storiche. Il parere del nostro Istituto deve essere sentito in ogni caso di creazione di nuovi Musei del Risorgimento .
I Gomitati mantengano rapporti diretti con la sede Centrale. Nella grande ora che volge il nostro Istituto deve essere presente, pronto a rispondere con la propria azione agli ordini della Patria.
FORLÌ. Il Comitato ha preso parte attiva nel collaborare alle ricerche sui romagnoli caduti alla difesa di Roma, interessando i Comuni della regione ed inviando poi notizie precise al Comando della Legione Garibaldina, perchè i nomi di quei gloriosi figurassero nel Sacrario gianicolense, testé inaugurato. Si dà intanto qui notizia di un Martire del tempo, fucilato dagli Austriaci in Forlimpopoli, perchè di lui e della sua miseranda fine non fu detto dagli storici. E il farmacista Antonio Baldini, nato in Dicomano il 30 giugno 1810, da Felice e da Apollonia Fiorini. Prese parte olle cospirazioni emiliano-romagnole, ma venne tratto in arresto in Forlimpopoli il 19 maggio 1849, da soldati austriaci facenti parte di una colonna, che veniva da Bologna ed aveva occupato nello stesso giorno la città, nel momento in cui egli vi transitava diretto a Roma. Trovato in possesso di dispacci per il Triumvirato, fu condotto alla presenza del Comandante, il quale ordinò l'immediata fucilazione, poiché l'arrestato aveva il grado di Capitano della Civica, mentre si ignora il contenuto delle carte da lui portate. La sentenza ebbe il suo epilogo nella fossa castellana di Forlimpopoli, a ovest della città presso la Porta verso Forlì, previa escavazione della fossa in presenza del condannato. Grande fn l'indignazione popolare, tanto che su richiesta della Magistratura, si ottenne il recupero della sauna, cui fn concessa più degna sepoltura nell'Atrio del Cimitero Urbano 1.1 gloriosi resti vennero traslati in Dicomano il 28 novembre 1860 per desiderio di quel Municipio. Ad essi fu data onorevole tomba sotto il loggiato esterno della Chiesa di S. Onofrio. Forlimpopoli volle consacrare il ricordo del caduto, con una iscrizione posta e tuttora conservata dove giacque per II anni :