Rassegna storica del Risorgimento

DA COMO UGO
anno <1942>   pagina <150>
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150 Vita deW Istituto
U19 maggio 1849-gli Austrìaci invasori ebbero proso e fucilato alle mura di Città
il Capitano civico Antonio Baldini Dicomanense perchè amava e voleva l'Italia il Pompiliese Municìpio reclamò dallo Straniero il lagrìmato e come insepolto cadavere e qui lo consolò di tomba sino addì 28 novembre 1860 - in cui Dicomano per patria carità
con mesta pompa i resti dell'italianissimo - volle a sé trasportati - Questo Comune per decreto p.
Diamo alcune notizie del camerata dott. comm. Luigi Tosi, membro della nostra Consulta provinciale. Dopo essersi trasferito in Gondar con la famiglia nel 1936, svolse in quel centro una attività notevole a favore del nostro Istituto e di italianità fervida nel campo della cultura. Quale Direttore del Tesoro presso la R. Intendenza di Finanza cooperò validamente all'impianto della sezione meritandosi ambiti riconoscimenti. Fu poi riassunto in servizio militare con grado di Maggiore di fanteria e si distinse nelle epiche giornate della difesa di quel nostro centro contro le soverchianti forze del nemico: Siamo animati scriveva del più alto spirito di sacrificio e ci comportiamo con grande dignità. Va qui ricordato che già nella guerra 1915-1918 fu ferito e deco­rato di medaglia al valore. Ha sempre mantenuto costanti rapporti con noi, rapporti ricambiati con orgogtio ed affetto. H figlio Raffaele, universitario, è stato decorato, per il suo eroico comportamento nei posti avanzati del Gondarino, di due medaglie d'argento sul campo, in azioni ove cadde per due volte ferito. Attualmente è prigioniero in Berbera, ma ricordiamo che per atti di valore ha pure ottenuto la promozione a Tenente effettivo nell'Esercito. Luigi Tosi è figlio di Raffaele, autore del volume Da Venezia a Mentana, combattente quindicenne alla difesa di Roma e in tutte le cam­pagne del Risorgimento con Garibaldi. Guadagnò due medaglie d'argento e il grado di capitano. A lui, giovinetto, alluse D'Annunzio nella Canzone di Garibaldi, quando dalla barella si alzò per salutare il condottiero. Altri congiunti del Tosi presero parte alle cospirazioni. Un suo genero fu degli eroici aviatori, sempre nella zona di Gondar. Un altro membro della Consulta, il riminese Giulio Cesare Mcngozzi, ha fatto con grande onore la campagna grecoalbanese, con grado di Tenente nell'I 1 fanteria.
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L'AQUILA. L' 8 settembre u. s. ricorreva il centenario dell'insurrezione aqui­lana. Scoppiata .con l'uccisione del comandante militare della provincia, Gennaro Tanfani e d'una sua ordinanza, cui tenne dietro nella notte uno scontro sanguinoso, l'insurrezione falli ben presto perchè isolata e i rivoltosi in numero di circa centoqua­ranta, furono sottoposti a processo dinanzi a una commissione militare. II20 aprile 1842 fu emessa la sentenza che condannò vari cittadini alla fucilazione, altri all'ergastolo* molti infine a pene dai 30 ai 25 anni. Uno solo a quindici anni.
Per commemorare l'avvenimento il Presidente del Comitato invitò il locale direttore dell'Archivio Provinciale di Stato a trattare dell'argomento. Il dott. Salvatore Piacen­tino ha cosi pubblicato nel Giornale d'Italia del 7 settembre 1941-XIX un articolo sullo argomento, Un centenario: la rivoluzione aquilana dell'8 settembre 1841 . Il mat­tino dell' 8 settembre il Podestà dell'Aquila si è rivolto alla popolazione con il seguente manifesto: Aquilani, un secolo fa, nella notte dall'8 al 9 settembre del 1841, un gruppo di animosi cittadini, condotti da Romulado Palesse, Giacomo Dragonettà, Giuseppe Cappa e Pietro MarreHi, tentava di realizzare il proposito d'issare sul castello il trico­lore, bandiera dell'unità d'Italia. Nello scontro con la gendarmeria borbonica, avvenuto nei pressi di Porta Rivera, caddero Luigi Tullio, Gaetano e Alessandro Canciulli. Altri tre congiurati Raffaele Scipioni, Gaetano Damiani e Carlo Curatolo, successivamente arrestati, lasciarono la vita sul patibolo, eretto sugli spaldi del castello. Rammentiamo con devoto amore i nomi di questi caduti, antesignani, nel lontano germoglio dell'Idea, della sublime, infinita, schiera dei figli de l'Aquila che, allora come dopo, come oggi, donarono la giovinezza al trionfo della stessa causa, per il conseguimento dell'identico