Rassegna storica del Risorgimento

DA COMO UGO
anno <1942>   pagina <151>
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Vita dell'Istituto 151
fine: issare il tricolore su tutte le fortezze, che vietano o minacciano la libertà della patria !
Il Comitato ha proposto ttl Podestà di intitolare alla data l'attuale via del Gua­statore, nel centro della città, ove appunto culminarono i drammatici eventi.
TORINO. Come l'anno scorso il Gomitato Ha atteso particolarmente all'allesti­mento della nuova parte del Museo Nazionale del Risorgimento consacrata agli anni 1849-1922. Le cinque sale dedicate a Gioberti e Mazzini, a Vittorio Emanuele li e Cavour, al 1859, ai Plebisciti, a Garibaldi, sono quasi ultimate, necessitando solo di alcune vetrine e di qualche riproduzione, che verrà eseguita a guerra finita. La sala dedicata a Roma è abbozzata, mentre sono allo studio quelle relative a Umberto I, alle prime guerre d'Africa, agli inizi del Regno di Vittorio Emanuele III e alla prima guerra mondiale. E stato ricostituito nel Museo lo studio di Cavour già al Ministero degli Esteri. Compatibilmente con le difficoltà del momento e per inter­vento del Presidente dell'Istituto, sono stati superati vari ostacoli. Il Municipio di Torino diverrà quanto prima locatario del palazzo demaniale, assumendo il carico delle spese più urgenti (personale, riscaldamento e servizi) e del restauro di alcune sale, compreso il grande salone che avrebbe dovuto accogliere il Parlamento ita­liano. Il riordinamento interno del Museo è proseguito col ritmo consentito dalla scarsità del personale a disposizione: la biblioteca ha avuto una razionale siste­mazione e si è arricchita di varie centinaia di volumi. Cimeli importanti sono venuti ad accrescere le raccolte del Museo.
Nell'ultima riunione del 25 novembre 1941XX, la Consulta si è intrattenuta anche su varie iniziative scientifiche, quali la ripresa dei regesti degli archivi privati pie­montesi e la continuazione della bibliografia carlalbertina. Interloquirono in propo­sito il presidente, aw. Bardanzellu, il sen. Cian, i professori Pivano, Buraggi, Corradi, Bulferetti e Madaro. Il Comitato sta ora predisponendo il piano delle pubblica­zioni per le manifestazioni nazionali che awerrano a Torino per il centenario della rivoluzione del 1848. Mentre si confida che alcune iniziative possano esser presto por­tate a realizzazione, si pensa alla pubblicazione dei carteggi quarantotteschi della diplomazia sabauda e a una serie di volumi dedicati all'esercito sardo nel 1848.
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TRIESTE. Il Comitato Triestino ha rivolto nell'anno 1940 particolari e insistenti cure perchè si rendesse fatto compiuto il voto della sua ultima assemblea dei soci svoltasi nel marzo XVili, e cioè che la città di Trieste offrisse in omaggio alla città di Roma un busto di Filippo Zamboni da collocarsi sul Gianicolo. Egli aveva partecipato alle azioni del Battaglione Universitario Romano nei fatti d'arme di Vicenza e di Cornuda e quindi all'assedio di Roma. Per il suo valore ebbe la nomina a capitano. Ferito, potè ugualmente salvare la bandiera del suo battaglione e custo­dirla gelosamente, finché nel 1876 la porta in dono al Municipio di Roma. Per questo eletto rappresentante dello spirito triestino in quel glorioso Battaglione la nostra città accolse con vivo entusiasmo il voto che anche la sua effigie esistesse sul sacro colle romano accanto a quella degli altri eroici combattenti per la liberazione dell'Urbe. Emilia Zamboni, vedova del patriota, aveva lasciato in testamento, insieme con le pubblicazioni e l'archivio privato del marito che si conserva in questo Museo del Risor­gimento, un importo perchè servisse a realizzare quest'onoranza al marito. Il nostro Comitato, attraverso l'opera zelantissima del suo presidente, riuscì a triplicare quello importo, com'era necessario perchè si potesse compiere l'opera d'arte. Questa venne affidata allo scultore Teodoro Russo, che riuscì ad eternare nel marmo di Carrara