Rassegna storica del Risorgimento

anno <1942>   pagina <156>
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156 de Vecchi di Val Cismon
Ma, come tu riconosci l'eroe in battaglia e lo distingui nei metodi e nei mezzi da colui che si batte senza coraggio e senza lealtà, così distin­gui nella polemica nomo da nomo, studioso da studioso, cuore da cuore. Noi non esitiamo a dichiararci per l'eroismo schietto in ogni manifesta­zione della vita.
Abbiamo aperte queste pagine in un dibattito di idee originato da una pubblicazione che voleva apparire di solo carattere didattico e comunque scientifico e che, invece, francamente, usciva da quell'am­bito. Vogliamo alludere ad una pubblicazione degli Annali della Unir tersità Italiana (anno II, n. 3, 1941). Non condividiamo quella tesi e non possiamo consentire nei fatti sui quali sembra fondarsi. Siamo quindi lontani dalla sostanza e dall'apprezzamento di questi.
-E nata così la replica di chi era ingiustamente chiamat o in causa con un tono e con affermazione di fatto che non erano accettabili. La risposta aveva l'aria di ridere, ma chiunque conosce la sostanza scientifica della polemica poteva facilmente scorgere in quel riso un atteggiamento: come si fa talora a un saluto che accora per nascondere il pianto; si rideva per evitare manifestazioni più drastiche.
La controreplica, sulla quale un giudizio potrebbe, quando total­mente sincero, apparire forse troppo duro, anche se manifesti il desiderio di concludere insieme a quello di avere ultimo la parola, manca di senso della misura, non risponde nel merito, esce dal seminato, dà impressione di un notevole disorientamento, attacca tutto e tutti*
H senso di profonda tristezza che ha sollevato in noi ci invita vera­mente a concludere come abbiamo concluso in principio, riaffermando cioè le idee, che sono poi il fondamento dell'azione alla quale questa Rassegna è fedele da lustri con quel contegno nella battaglia, come nel contrasto del pensiero, del quale abbiamo detto.
Ls questioni di carattere personale sono sempre pregiudizievoli alla serenità degli studi, e in qualunque caso da rimettere, se mai, ad altra sede.
Abbiamo riaffermati i nostri principi cui non si era sostanzial­mente nulla obiettato.
Deploriamo dal più profondo del cuore quanto nei fatti è' obliato e nei pensieri è deviato.
Invitiamo tutti a mantenersi, anche nei dibattiti scientifici, in quelle altezze di tono che l'ora impone e che i nostri studi esigono.
DE VECCHI DI VAL CISMON