Rassegna storica del Risorgimento
1796 ; PIEMONTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1942
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pagina
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157
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MOTI POPOLARI IN PIEMONTE I SULLA FINE DEL '700 I
Alla morte di Vittorio Amedeo HI, avvenuta il 16 ottobre 1796, il Piemonte era in balìa dei Francesi e dei rivoluzionari. Il successore, non privo d'ingegno ma debole fisicamente, afflitto di continuo da ombre e da ubbie, non era certo in grado di salvare dalla rovina lo Stato, la cui caduta, già decisa a Parigi con il trattato definitivo del 15 maggio, parve ormai al Direttorio un'impresa sicura. Buonaparte aveva suggerito il mezzo, a suo avviso, più. acconcio : *) mantenere attorno al sovrano un'atmosfera persistente di malcontento e di rivolta; ma i giacobini, fatti arditi dalla protezione dei dominatori, appoggiati dai presidi francesi di Cuneo, di Tortona e di Alessandria, stabilirono senza altro di sbarazzarsi del Re. Il 22 gennaio del 1797 (era di domenica) quattro uomini, appostati nella cappella reale, con i tromboni nascosti sotto i mantelli, al primo tocco del campanone di San Giovanni dovevano sparare contro Carlo Emanuele e i suoi mentre si recavano alla messa nel Duomo. 2) Fortunatamente il colpo andò a vuoto, perchè l'uomo incaricato di dare il segnale aveva trovato chiuso l'uscio del campanile. Si seppe di poi che l'orribile trama era stata preparata con incredibile audacia: distrutta la famiglia reale, i congiurati si sarebbero precipitati all'assalto della reggia, della Cittadella, della Caserma di Porta Nuova e dell'Arsenale.
La polizia si mise subito al lavoro per la scoperta dei colpevoli, ma le perquisizioni, i fermi, gli arresti non approdarono a nulla. Intanto la grave situazione interna andava di giorno in giorno peggiorando. Le ingorde espilazioni dei Francesi avevano quasi vuotato l'erario: la moneta effettiva era ridotta ad un terzo, i biglietti di credito scapitavano del 60 per cento. Al cumulo delle imposte ordinarie e straordinarie si aggiunsero l'epidemia nel bestiame e i flagelli naturali che distruggevano
J) Vedi L. SCXOUT, Le Directoire, Paria, 1875-92, voi. II, p. 535 e aegg.; V. GDYOT, Le Directoire et la paix de VEurope, Paris, 1911. Vedi anche FBANCHETTI, Storia d'Italia dal 1789 al 1799, con le aggiunte di F. Lemmi, Milano, VaUardi, 1907, p. 269.
2) Vedi, oltre il FRANCBETTI, già citato, PINELLI, Storia militare del Piemonte, Torino, 1854, epoca II, voi. II, cap. I, p. 41; N. BIANCHI, Storia della Monarchia piemontese dal 1773 al 1861, Torino, 1887, voL II, p. 596 e segg.