Rassegna storica del Risorgimento

1796 ; PIEMONTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <160>
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160 Manno Ciravegna
condonasse ogni pena a chi fosse tornato immediatamente alla quiete. Con un secondo editto del 26 faceva lecito a chiunque di uccidere i saccheggiatori, i turbolenti, i recalcitranti e istituiva apposite giunte militari, le quali, con l'assistenza dei giudici ordinari, sommariamente giudicassero i ribelli. Pochi giorni dopo emanava altri editti con cui impediva i monopoli, imponeva al clero una tassa di 50 milioni, soppri­meva i piccoli conventi e le chiese collegiali, stabiliva tasse per fondi di commercio, aboliva le primogeniture, i fide-commessi, convertiva in allodiali i beni feudatari. Ma erano provvedimenti tardivi, che non ottennero alcun effetto benefico: misero in iscompiglio l'aristocrazia senza peraltro accontentare i giacobini più. arrabbiati, che, spinti dal Direttorio, erano ormai fermamente decisi d'instaurare ad ogni costo la repubblica piemontese.
La legge marziale venne ovunque applicata con inflessibile energia. Le giunte speciali, cui furono deferiti i processi, pronunciarono un cen­tinaio di condanne che furono tosto eseguite.1) La gente di campagna obbedì in maggioranza all'ordine del Sovrano e prese le armi in suo favore, spesso con inaudita ferocia. A Biella furono fucilate 14 persone, 3 a Bra, 1 ad Alba, 1 a Fossano, 5 a Saluzzo, 12 a Racconigi.2) A Mon-calieri fu condannato a morte l'innocuo Carlo Tiiiivelli,3) uomo dot­tissimo, accusato di discorsi incendiari. Mezzo cieco, tutto immerso, con la mente, nelle solite elucubrazioni, era inciampato, senza avvedersi, tra gl'insorti. Poiché era assai eloquente, fu condotto in piazza e, fatto montar su delle panche, lo si costrinse a parlare in lode del popolo. Consigliato di fuggire quando incominciò la reazione, vagabondò alcuni di per la collina: disceso a Torino, fu tradito e venduto per 300 lire. Andò sereno alla morte come ad un passeggio: senza cambiar né viso né parole.4)
Furono arrestati come rei di alto tradimento e giustiziati i medici Sismondi, Savi, Sala, Negri, Benvenuti, Boyer e l'ex maresciallo Berteu. Per quest'ultimo non si vollero ascoltare i testimoni che insistevano nel provare l'impossibilità dell'accusa che lo condusse alla morte. Berteu aveva incoraggiato con le parole e con l'esempio i dragoni del re nella battaglia di Mondovi, aveva contribuito, ferendo a morte il generale
i) Per codesti processi vedi nell'Archivio di Stato di Torino, nella Raccolta Balbo, le Mémoires du Cottile Miot, tomo I, cap. IV.
2) Vedi MANZONE e CAROTO, opere citata.
3) Tedi l'opera citata del LOMBROSO.
*) Sono parole del Botta, di cui il Tinivelli tu maestro. Nell'opera più volte citata il Botta tesse di lui, delle sue virtù, dei suoi civili ammaestramenti un altissimo elogio.