Rassegna storica del Risorgimento
1796 ; PIEMONTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
<
1942
>
pagina
<
166
>
166 Marino Ciravegna
Solenni esequie son fatte al comandante Baizat, il cui corpo vien tara-sportato ad Acqui e vien sepolto sotto l'ultimo gradino della scala che immette al Duomo.J)
In un piccolo centro nelle .vicinanze di Fossano, alla Maddalena, un altro aggruppamento e un altro tumulto. Accorrono un battaglione francese e un distaccamento di carabinieri piemontesi: due carabinieri sono feriti, un cavallo è ucciso. Ne segue un macello. Quaranta popolani sono trafitti, altri quaranta fatti prigionieri; sono incendiate due case: tutti i cittadini sono disarmati; si fanno a pezzi le campane della chiesa; s'impongono, per rappresaglia, esosi gravami.
Ma una notizia frattanto si fa strada ed è accolta con trepida speranza. Gli Austro-Russi hanno sfasciato a Gassano la resistenza francese. Le truppe nemiche retrocedono fino alla Savoia. Il 28 aprile gli invasori entrano nella capitale cisalpina, accolti con strepitoso entusiasmo. Giungono a Novara, a Vercelli, a Gasale. S'incomincia a tirar fiato. I propositi di ribellione si fanno più. aperti e concordi. I realisti, i nobili, i borghesi, cui si uniscono vescovi, preti e frati, raccolgono ovunque i contadini, ormai stanchi della tirannide francese, e li incitano ad insorgere. L'incendio divampa in tutto il Piemonte. A Geva il 3 maggio il chirurgo Gerrina e un antico ufficiale austriaco, il cavaliere Pietro Corderò di Vonzo, detto il Santo, si pongono a capo di una torma di 300 villici e si portano davanti al forte custodito da 300 soldati, comandati dal generale Delaunais. S'ingaggia da ambe le parti un'aspra battaglia: la truppa, sopraffatta, è obbligata a ritirarsi. Mentre prosegue verso Cuneo, è assalita per via con tanta violenza da contadini armati, che a stento riesce a scampare, lasciando sul terreno morti, feriti e tutto il bagaglio. Giunge a Cuneo decimata e sfinita. Ma c'è ordine di proseguire per Mondovì, dove è pure scoppiata una pericolosa ribellione. I mondoviti con grande coraggio hanno disarmato il numeroso presidio, hanno cacciato i Francesi e hanno ristabilita l'antica amministrazione. Delaunais riparte portando con sé notevoli rinforzi, ma al primo scontro è gravemente ferito e muore sul luogo del combattimento: i suoi soldati sono sbaragliati, messi in fuga, inseguiti sino alla Margarita. La notizia della vittoria si propaga e dà l'esca a nuovi moti. Ad Asti il 9 maggio 2000 campagnoli, condotti da un certo Mo Battista
!) Vedi CARLO CHI A BARELLI, Guida storica di Acqui e dintorni, Acqui, Biglietti, 1927. Per gli avvenimenti di quest'epoca nel Monferrato è utile guida il manoscritto delle Storie inedite di Alghiri Fulgenzio da Casale, conservato nell'Archivio Adriani di Cherasco (A. 358). Vedi anche MURATOSI, Annali d'Italia, tomo I.