Rassegna storica del Risorgimento
1796 ; PIEMONTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1942
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170 Marino Ciravegna
popolazione "subalpina, ispirò sempre, anche nelle ore di insana rivolta, un senso, sia pur celato, di devoto rispetto.
Invisi invece, e quasi ovunque, furono i cosi detti patriotti, i quali, per il loro contegno verso gli invasori, per la loro tracotanza, per il loro fanatismo settario ingenerarono ben presto il sospetto che tramassero con il nemico ai danni dei lavoratori.
Ma l'odio maggiore fu per il dominio francese, sin dal suo primo sorgere; e crebbe a dismisura a mano a mano che esso die segno di mirare, oltre alla rapina feroce delle contribuzioni, alla distruzione di tutti i valori tradizionali della stirpe.
E appena la reazione fu possibile, si scatenò, come si è visto, terribile e disperata. Questi rurali, nerbo antico delle solide fanterie piemontesi, anche se non sempre in questa occasione ben comandati, dimostrarono più volte una virtù combattiva, un coraggio a tutta prova, un attaccamento al suolo natio, un amore del sacrificio che non vanno soltanto attribuiti, come vorrebbe taluno, all'avversione caparbia ad ogni mutamento, e che meritano, comunque, la nostra piena ammirazione.
Di questa massa, spesso informe ed incomposta, ma animata tutta da un identico proposito, deve tener conto lo storico che intenda risalire alla genesi della nostra formazionenazionale.
MARINO CIRAVEGNA