Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <174>
immagine non disponibile

174
Eugenio Passamontl
a complimentare il duca d'Aumale, *1 ma era tenuto al corrente di tutti i passi fatti dal Reade al Bardo, nell'ambiente commerciale e politico della Tunisia. Come si è già accennato, il console inglese spe­rava, con il sostenere Àhmed nella vertenza con il Piemonte, avvian­dola verso una soluzione, che accontentasse la aspirazione del Reggente, di essere considerato, di nome e di fatto, un principe temuto ed indipen­dente, di restituire al suo collega francese i bocconi amari, che questi gli aveva fatti ingoiare. L'autorità, che in Costantinopoli aveva l'Inghil­terra ed il prestigio di cui godeva in Europa, i suoi rapporti amichevoli con la Sardegna, erano tutti motivi per sperare che sarebbe stato pos­sibile, usati che essi fossero con opportuna sapienza, di far sensibil­mente accrescere l'influenza britannica nella Tunisia, ottenendo, che il Bey uscisse dalla vertenza con la Sardegna, rafforzato nel suo prestigio di principe. Questo sperava il Reade e questo aveva fatto intravedere ad Ahmed, per deciderlo ad affidarsi totalmente alle sue inani. E, mentre ne' primi momenti del conflitto fra il Bey ed il Peloso si era chiuso in un riserbo, che aveva colpito il nostro rappresentante, come se la faccenda o non fosse anche di sua competenza o non lo interessasse, il console inglese, ora, rotte le relazioni diplomatiche fra Torino e la Reg­genza, si era dato, così, d'attorno, da dar la sensazione che quasi non si trattasse di cosa, che interessava gli Stati Sardi, ma lo stesso Regno Unito. Il Bensì, il 1 dicembre 1843, scriveva al La margherita che:
gli andamenti del console inglese (erano) tali da far supporre che l'attitudine ostile (fosse) dovuta in gran parte a* suoi consigli. Difatti, dacché il R. Agente (aveva lasciato) questa Reggenza, egli (aveva) avuto giornalmente de* segreti colloqui con S. A. ed (aveva) emesso delle opinioni per nulla favorevoli alla causa (sarda).2)
H 7 dello stesso mese il nostro incaricato d'affari esprimeva al Mini­stro degli esteri di Torino l'opinione che, se non si era potuta vincere l'ostinazione di Ahmed nel non concederci giustizia, lo si doveva al Reade che aveva giornalieri abboccamenti con il Bey. 3) Anche facendo la dovuta tara alle affermazioni del Bensi, che non poteva non risentire dell'ambiente e della peculiare sua condizione, era fatto indiscutibile che il Reade non era favorevole alla causa sardare che aveva sospinto e sospin­geva il Reggente a dimostrare, con tutti i mezzi di'cui poteva disporre, la bontà delle sue ragioni. Ottenere, che il Piemonte'avesse avuto uno smacco, avrebbe avuto l'effetto immediato di sollevare d'un colpo il prestigio
*) SEBRÈS J., La poliUque turque, op. eh., pp. 806; THUREÀU DANGIN P., Histoire de la Monarchie de Juillct, op. cit., voi. V, pp. 326 segg. 2> A, S. 5T., Consolali Nazionali-,. Tunisi, - lòck C 3) A. Sé V, Consolati Nazionali, Tunisi, loc. cit.