Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <177>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 177
A confermare in q uesta deliberazione tanto il Pollone, quanto il La Margherita, contribuirono non poco. Pavere, il capo del Foreign Office, espressamente assicurato il rappresentante sardo che egli riconosceva il pieno diritto di S. M. Sabauda a ricorrere alle armi, quando fossero state invano tentate, da tutti ed in ogni modo, le vie pacifiche, e le lodi che tributò al contegno tenuto dal Sovrano piemontese nella difficile vertenza:
Lord Aberdeen aggiungeva il Follone est en ce moment parfaitement convaincu que le Roi, notre Auguste Maitre, a agi aver toute le calme et la modération qui appartiennent à sa dignità et à l'élévatìon de son caraetère. Mais il n'est pas tout à fait rassuré sur les déterminatious. que Sa Majcsté pourrait adopter, dans le cas où cette affaire n'obticndrait une solution que Sa Majesté regarderait corame imparfaitement satisfaisante. ')
Il Pollone volle che l'Aberdeen si formasse chiara la convinzione che, se un conflitto fosse eventualmente scoppiato, la colpa non sarebbe ricaduta certo sul Piemonte e sul suo Sovrano, affinchè egli adoperasse tutti i metodi di persuasione presso il Bey e, specialmente, sopra i suoi consiglieri. Il 5 febbraio 1844, ritornando al Foreign Office, per leggergli la istruzione mandatagli dal La Margherita, che dimostravasi favorevole ad un accordo amichevole, purché fosse stato conchiuso nel modo voluto dalla dignità del paese, il ministro sabaudo a Londra al capo degli affari esteri britannico, dopo essersi a lungo intrattenuto sulle prove di lon­ganimità e di moderazione date da Carlo Alberto nella vertenza con Tunisi, dichiarò che più oltre non era possibile andare:
J'ai cepcndant scriveva al conte Solarole devoir de fortement représenter à Lord Aberdeen que la mésure de la tolérance était comblée de la part de Sa Mayesté et qu'ayant épuisé cette estrème Ionganimité, il ne restai t plus d'autre alternative pour le sontient de l'iionneur de la Couronne et des intcréts de ses sujets, dans le cas où les démarches de la Seigneurie échoueraient, que d'avoir recours aux arme; que les préparatifs du Bey l'attìtude hostile qu'il ava ir. prise, rcndaicnt cette alternative d'autant plus impérieuse et tout a fait inévitable.
Fu perciò facile al Pollone convincere l'Aberdeen della necessità di parlar chiaro al Reade. Sebbene sapesse che questi, di fronte a un ordine
i) A. S. T. Lettere Ministri, Gran Bretagna, mazzo 116, loc. cit. A meglio convin­cere il La Margherita che la dignità del Piemonte concedeva di accettare la media­zione inglese, anche senza attendere lo svolgimento di quelle formalità desiderate, aggiungeva: La mediati ou, ainsi que vous Pobserverez, Monsicux le Coni te, a eonti-rméc d'otre tout a fait éoartàc, let jj'eapèjfé avoir en Cela rempli serupuleusement les intcntions du Roi et de m.'e tre entièrement conforme àux ìnstruiftìoiis, contenues dans la dépèche confidentàeUe aae Vous m'avez derràèrement adressée, qui me presorivent de ne point reclamar ni de ne point répousser la médiutiou ou rintervention de l'An-glctcrre. La part, que cette Polssancc prend a cette affaire, est strictement bornée a des démarches ferrnes, mais oflìrieuscs et sponlances. (Id id., id., id.).
2J A. S. i Lettere Ministri, Gran Bretagna, mazzo 116, il Pollone al La Mar­gherita, S febbraio 1844.
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