Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <178>
immagine non disponibile

178 Eugenio Passamonti
perentorio del Foreign Office, avrebbe mutato sistema tanto nei riguardi del Bey, quanto in quelli del Regno Sardo, c'era da temere che, o per il desiderio di far il bene del proprio paese o per appagare soddisfazioni personali, agisse in modo non conforme alla politica del suo Governo. Appena che il ministro britannico espose al rappresentante di Carlo Alberto la soluzione, che intendeva dare alla vertenza sardatunisina, si sentì rispondere che, se voleva che la cosa avesse il fine desiderato, doveva affidare ad altra persona lo svolgimento delle pratiche. Per quanto non nascondesse al Pollone che era al corrente delle voci correnti sulla condotta del Reade verso il Bey, l'Aberdeen non credeva che si fosse a tal punto. Non volendo, per ragioni di opportunità, ed anche nello scopo, che tutto terminasse nel modo più favorevole, mutare il suo console di Tunisi, per non infirmare di parzialità il Governo britannico fin dal principio delle trattative, come si sarebbe potuto supporre con l'allonta­nare dal Bardo un diplomatico, colpevole solo di benevolenza verso il principe husseinita, l'Aberdeen dimostrò al Pollone, come intendesse di procedere verso il Reade perchè questi comprendesse qual dovesse essere il suo futuro contegno. Comunicò al ministro di S. M. Sabauda due documenti, uno di natura ufficiale, l'altro di carattere privato, destinati al console inglese in Tunisi. H primo piacque al Pollone che, al La Margherita scrivendone, lo qualificava:
d'autant plus convenable et propre à produrre l'effet desiré, qu'elle est conoue dans des termes très aaoderés quoique bien claires, qu'elle est empreinte du caractère de spon-taneité qui appartieni à la démarche da Cabinet Britannique et qu'elle ne peut absolu-ment donner au Bey aucun lieu de l'attribuer à aucune sollecitation de notare part. *)
Limpida, nell'uno e nell'altro documento, la esposizione dei fatti, senza alcun tono apologetico per gli Stati Sardi:
Sa Seigneuzie affermava il Pollone exprime sa ferme conviction que nous avons droit à une indennité et il ordomic à son Agent d'engager le Bey à reconnaftre ce pnncipe et à faire droit aux. justes réclamations des marchands Sardes, qui se trouvent lésés en cette occasiòn par la infraction de l'arlàcle VI du notre traité. Les inconvé-nients, qui pourraient résnlter de une part et de l'autre d'une liquidation, les recla­ma tions individuelles, ayant fait juger au Gouvernement Britannique qu'il serait préférable de reglcr cette liquidation sommairement par le payement en Moc au Gouver­nement de Sa Mayesté Sarde d'une somme determinée, qui, selon qufil avait lieu de le croire, après m'avoir consulte sur les dispositions du Boi, notre Auguste Souverain, ne dépasserait pas Ics limites équitablcs et modérés, le consul Anglais devrait fortcment conseiller l'adoption de ce moyea pour le réglémenc de cette indemuité.2)
1) A. S. T., Lettere Ministri, Gran Bretagna, mazzo 116, il Pollone al La Margherita, 6 febbraio 1844.
2) A. S. T., Lettere Ministri, Gran Bretagna, mazzo 116, loc. cit.