Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <179>
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La vertenza francosarda per Tunisi (1843-1844) 179
Il Pollone fa ancora più soddisfatto, quando udì la lettera privata dall'Aberdeen, scritta al Reade, nella quale erano comunicati ordini talmente precisi sull'argomento, concepiti in termini cosi chiari, da non lasciare alcun dubbio sull'effetto che avrebbero ottenuto. E, poiché il rappresentante di S. M. Sarda mostrava di conservare qualche dubbio sulla lineare condotta del console inglese in Tunisi, il capo del Foreign Office gli significò che, se il Reade non si fosse strettamente attenuto agli ordini ricevuti, non sarebbe rimasto più a lungo nel suo ufficio.
Ma il diplomatico britannico volle che la condotta favorevole verso la Sardegna, tenuta in questa occasione, oltre al fatto della comunanza di interessi nella vertenza, ed alla proposta conclusione di un trattato di commercio tra Londra e Torino, che si sarebbe potuto ampliare in più larghe relazioni di siimi natura con gli altri principati italiani, conseguisse un altro scopo, altrettanto importante per il Regno Unito. Egli aveva fatto intendere al Follone quanto e come in Londra si seguissero attentamente le sorti dei Valdesi; e, continuando la politica britannica, iniziata nel sec. XVII, verso questa ramificazione del protestantesimo in Piemonte, erasi adoperato perchè si rendesse sempre più agevole il vivere a' seguaci di questa confessione. Le disposizioni emanate in loro favore nel 18412) erano state accolte con piacere dal Governo inglese che, durante il ministero del Palmerston, si era interessato della sorte de' Valdesi non con immediato profitto;3) e che tanto più avevano ottenuto il compiacimento dell'Aberdeen, quanto più il suo intervento aveva otte­nuto un successo concreto. Sia per sentimento personale, sia per obbedire alle pressioni di tutti gli ambienti religiosi del suo paese, appartenènti all'angHcanismo ed alle altre confessioni riformate, il ministro del Foreign Office aveva garbatamente, più volte, pregato il ministro sardo in Londra perchè manifestasse al suo Governo essere desiderio comune del popolo britannico che i Valdesi conseguissero libertà sempre più ampie;4) ma
*) Cfr. l'opera fondamentale di VIORA M., Stona delle leggi sui Valdesi di Vittorio Amedeo II, Bologna, Zanichelli, 1930; cr. anche CARDTTI, Stona della diplomazia della Corte di Savoia, Torino, Bocca, 1879, voi. Ili, pp. 133, pp. 170 segg.; voi. IV, pp. 509 aegg., pp. 517 segg.; RICOTTI E., Storia della monarchia piemontese, Firenze, Barbera, 1869, voi. VItpp.l20 segg.; BOGGIO P. C, Lo Stato e la Chiesa in Piemonte, esposizione storico critica dei rapporti fra la S. Sede e la Corte di Sardegna dal 1400 al 1854, Torino, Franco Figli Comp., 1854, voi. I, pp. 29 segg.; pp. 152 segg.; BIANCHI N., Storia della diplomazia europea, op. cit., voi. IV. pp. 183 segg.
2) BIANCHI N., Storia della diplomazia, op. cit., voi. IV, pp. 186; SOLAKO XKECLA MARGARITA, Memorandum, op. cit., pp. 106 segg.; BOGGIO P. C, LO Stato e la Chiesa, op. cit,, voi. I ftp* 15.
3) BIANCHI N., Storia della diplomazia, op. cit., voi. IV, pp. 185.
4) Delle pressioni esercitate sull'Aberdeen per invitare gli Stati sardi a maggiori concessioni verso i Valdesi, vedi BIANCHI N., Storia della diplomazia, op. cit., pagine 186, 187.