Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
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1942
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181
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 181
ni.
Àwiata,per il cammino additatole dall'Aberdeen, la vertenza sardo-tunisina giunse rapidamente alla conclusione desiderata: il 7 febbraio partivano per il Reade i dispacci del ministro del Foreign Office, ed il 19 marzo il Polqne poteva comunicare al La Margherita tanto la risposta del console britannico al Bardo, quanto l'accettazione, da parte di Abmed bey, delle proposte inglesi. Le ragioni di una cosi rapida soluzione si dovevano ritrovare in due fatti concomitanti: la minacciata intromissione turca negli affari della Tunisia con le conseguenze che, coinè abbiamo esposto, ne sarebbero derivate al principe husseinita, e la volontà di questo di appoggiarsi a chi, più della Francia, poteva garantire la sua indipendenza di fronte al pericolo ottomano, mentre gli era offerto il mezzo di uscire dall'intrigata vertenza con tutti gli onori delle armi. Delineatasi la possibilità che l'intervento turco, richiesto in un primo momento, per consiglio del De Lagau, allo scopo di ottenere completa soddisfazione sugli Stati Sardi, si risolvesse a' propri danni, Ahmed aveva subito pensato a Londra come alla potenza che, per il prestigio che aveva in Costantinopoli, avrebbe potuto toglierlo dalla imbarazzante situazione. ET aveva avuto un'ottima idea, perchè, mentre al Foreign Office non si sarebbe concesso che le cose giungessero a un tal punto di gravità, da trasformare, con la presenza delle forze ottomane, la questione sardotunisina in una europea, non si sarebbe nulla compiuto che avesse potuto menomare la condizione attuale del Bey, non avendo il Regno Unito, in Tunisia, quella somma di interessi che sospingeva la Francia ad una politica così pericolosa. Conservare la situazione presente nella Reggenza, impedire, o da oriente o da occidente, che ne venisse turbata la autonomia, servendosi del prestigio tanto presso la Sublime Porta, quanto in Torino; dare, nel tempo stesso, una efficace lezione alla monarchia orleanista nel suo programma mediterraneo ed africano, mentre sarebbe riuscito utile ad Ahmed, avrebbe dato al Governo della Regina Vittoria* la rivincita, che attendeva dal tempo dello sbarco a Algeri e che non aveva del tutto conseguita con la Convenzione degli Stretti e l'arresto definitivo del programma militare e politico di Mehmet Ali.
La impressione, che si diffuse al Bardo, appena si conobbero le intenzioni della Sublime Porta verso la Tunisia, furono che Londra avrebbe esercitato una opera di conciliazione. Si intuì che non si aveva interesse al Foreign Onice di turbare le acque già tanto agitate e che si sarebbe, per opera sua, usciti da* passi pericolosi, conseguendo