Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <182>
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182 Eugenio Passamonti
ciascuno quanto era possibile di ottenere. Il rispetto per la legalità, insita nel popolo e nel Governo britannico, avrebbe concesso alla Turchia che non le venisse negato il diritto di considerare la Tunisia e Ahmed come proprio dominio e vassallo; la esatta visione della realtà avrebbe impe­dito che fossero compiute intempestive azioni, per le quali la Sublime Porta, mettendo di fronte, in Tunisia, truppe ottomane e truppe beycali, avesse creato una situazione più. pericolosa di quella che era stata di recente superata in Egitto. Rendendo così impossibile alla Francia l'in­tervento nelle acque della Goletta, le si sarebbe fatto comprendere che una seconda Algeri non le era concessa, a meno che non avesse voluto affrontare le conseguenze del suo operato. Tutta questa somma di fatti e di considerazioni era intuita, forse più che chiaramente veduta in ogni sua causa ed effetto, da alcuni ambienti politici europei presso il Bardo: il Bensì, scrivendone al La Margherita, il 2 febbraio 1844, dicevagli di esser certo che Fazione moderatrice inglese avrebbe impedito lo scoppio di un conflitto e risolta ogni difficoltà con comune soddisfazione. *)
Ahmed bey, che dalla dialettica del De Lagau si era lasciato con­vincere a domandare in Costantinopoli aiuto morale, più che militare e politico, contro gli Stati Sardi, fatto consapevole della piega, per lui sfavorevole, che eran venuti prendendo i rapporti con il suo Signore, intuì che nessuno poteva dargli aiuto meglio del Regno Unito. Il Pollone al La Margherita, l'8 marzo 1844, riferiva che il ministro del Foreign Onice gli aveva letto un rapporto del Reade, giunto pochi giorni prima, quando non erano ancor pervenuti in Tunisi gli ordini speditigli. Il Reade, nel dispaccio del 27 gennaio, narrava:
qu'aussitot qxte le Bey avait appris l'intention de la Forte, d'envoyer un commissaire à Tania, il en avait été fort aìannc et Pavait immedi ateraent prie de se renare après de Ini; qne dans l'entretien, qu'il avait eu en cette occasion, avec le Bey, ce dernier lui avait exprimé ses vives craintes que la missiou. du Gommissaire ture n'eùt en reàlité un tout autre objet que celai de [ce] différend; qu'il reclamait l'appui, laprotection de l'Angleterre auprès du Sultan dans le cas où Sa Hautesse aurait des intentìons hostiles con tre lui: qu'il avait toujours été dévoué à l'Angleterre, qu'il comptait sur son amitié, sur sa bienvcillance: qu'il renouvelait toutes ses professions de dévouement envers Elle; qu'il invoquait les bona conseils de lord Aberdeen et qu'il s'y soumettait avcuglement,3)
H Reade aveva calcato le tinte, per convincere il suo ministro di concedergli di appianare'tutte le differenze fra il Bey e Costantinopoli, fra Ahmed e Torino; ma un fondo di verità era in tutto ciò che diceva;
l) A. S. T.t Consolati Nazionali, Tunisi, mazzo V, il Bensi al La Margherita, 2 febbraio 1844.
'A. S. T Lettere Ministri, Gran Bretagna, mazzo 116, il Pollone al La Margherita, 8 marzo 1844.