Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
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1942
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190 Eugenio Passamontl
di rafforzare i legami fra Torino e Londra, per l'equilibrio e la libertà del Mediterraneo.
Il contegno, apertamente ostile di Luigi Filippo al Piemonte, e il minaccioso colloquio del Re con il Brignole furono comunicati d'urgenza al ministro del Foreign Onice, tanto dal La Margherita, quanto dal Cowley.
Viva fu l'emozione dell'Aberdeen: egli che aveva tentato di impedire, ad ogni costo, ne' limiti della umana possibilità, ogni conflitto fra le potenze, vide profilarsi la minaccia del deprecato cozzo. Conoscendo la mentalità francese, sapeva quanto in Parigi si fosse inaspriti contro il Piemonte e come ai cercasse di costringerlo a piegarsi di fronte alla volontà del Governo di Luigi Filippo. D'altra parte egli era sicuro che Carlo Alberto e gli uomini, preposti alla pubblica cosa degli Stati Sardi, avrebbero affrontato qualsiasi lotta per non cedere alle ingiunzioni della vicina occidentale, che alzava la voce, solo, perchè sapevasi la più forte. La guerra francosarda non si sarebbe certo limitata fra queste due nazioni, ma, con molta probabilità, avrebbe veduto intervenire a fianco della Francia, l'Austria, cui la condotta del Piemonte da qualche tempo era divenuta sospetta, mentre al fianco di Torino sarebbe stata la Turchia, la quale avrebbe tentato di approfittare della situazione per farsi presente in Tunisi, causa originaria della contesa. L'equilibrio europeo sarebbe stato cosi infranto a vantaggio di Parigi. E ciò non avrebbe potuto tollerare Londra. La quale e per il suo prestigio e per i suoi interessi mediterranei, così strettamente connessi con tutto il suo programma imperialista, non avrebbe potuto tollerare una vittoria francese, limitata pur nello spazio e nel tempo. Gli Stati Sardi avevano dimostrato di preferire agli Orléans, i Coburgo: non poteva l'Inghilterra abbandonare chi di lei si era fidato, ed un amico, ohe, sebbene trattato in proporzione del valore modesto, che se ne era fatto fin da' primi tempi, era stato tuttavia a fianco del Regno Unito negli ultimi sessanta anni di storia.
Tutto ciò si presentò limpido al pensiero dell'Aberdeen. Il quale, mentre consigliò al Pollone di avvertire il suo Governo, di non precipitare gli eventi con un atto inconsulto, approvò la dignitosa risposta data dal Brignole, secondo gli ordini ricevuti dal Re e dal La Margherita; e non mancò di biasimare il contegno della Francia, che aveva agito con cosi scarsa comprensione della realtà. Essa, che doveva essere stata fatta consapevole dell' intervento amichevole britannico nella vertenza sardo-tunisina, avrebbe dovuto riflettere che in Londra né si sarebbe lasciato impunemente offendere ed attaccare il Regno di Sardegna,