Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
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1942
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196 Eugenio Passamonti
temendo che il naturale istinto, di conseguire il maggior vantaggio possibile, li portasse ad esagerare le cifre, volle che i loro conti fossero controllati dalla Intendenza generale di Marina. Ed ottenne l'effetto di contenere le richieste, entro i limiti delle indennità, concesse, durante il corso delle trattative, dal Bey. Il quale, il 24 luglio 1844, emanava la circolare seguente:
Prima d'ora abbiamo notificato il bisogno che la Reggenza nostra sentiva di grano ed orzo e come l'esportazione di queste derrate portasse grave danno agli abitanti della medesima. Oggi però la cosa ha preso più favorevole aspetto, dacché piacque a Dio di beneficarci con questo poco di raccolto e per tale motivo ordiniamo che la esportazione dell'orzo e del grano possa effettuarsi per Io spazio di mesi sei, cominciando da quest'oggi, decorsi i quali proibiremo l'esportazione di queste derrate anche per quelle quantità che potessero essere rimaste in esserenelle nostre tcschcre, fino a decidere, in miglior momento, se debbasi continuare a permetterla o se meglio convenga di impedirla. ')
Ahmed bey, nell'inviarla al Borda, gli aggiungeva il cortese invito di farne consapevoli tutti i sudditi sardi che commerciavano in cereali, per rendere, quindi, impossibile il verificarsi di situazioni simili a quella cui aveva dato luogo la circolare del 13 ottobre 1843.
Terminava, così, la vertenza sardotunisina, non il primo né l'ultimo episodio delle contese fra la Reggenza ed i governi europei, fra' quali il piemontese, determinate dalla mentalità orientale di quei principi husseiniti, pronti ad approfittare delle minime occasioni per far sentire il loro potere, così, poco valutato dalle potenze, e ricattarle, al momento opportuno, per il bisogno che esse avevano di esercitare liberamente le loro attività economiche lungo le coste africane del Mediterraneo. L'accordo dell' 8 aprile 1844 fra Torino e Tunisi doveva essere infatti rotto, dopo pochi anni, con l'effetto immediato di richiamare il troppo oblioso principe all'osservanza dei propri doveri. H quale, però, con l'intuito politico, che esso possedeva, doveva rendersi consapevole che fra Inghilterra, Francia ed Italia, quest'ultima era la nazione che, meglio delle altre, offri vagli la possibilità di durevole e profìcua intesa e, con essa, dovevano, egli ed il suo successore, intendersi fino al punto di accettarne, tacitamente, la completa cooperazione per lo sviluppo della Reggenza, economico e politico, e prepararne lentamente, ma con effetti che speravansi duraturi, il protettorato.
Ma la vertenza fra Tunisi e Torino aveva rivelato qualcosa di più grave, che non il diverbio fra le due potenze, per la questione dei grani.
i) A. S. T:, Consolati Nazionali, Tunisi, mazzo V, il Borda al La Margherita, 24 luglio 1844.