Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <197>
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la vertenza fianco-sarda per Tunisi (1843-1844) 197
Aveva essa svelato, da un lato, la incomprensione francese verso la Sar­degna e le sue aspirazioni ad un più grande avvenire, mentre, dall'altro, aveva dimostrato che la Francia considerava, come dominio riservato al suo impero coloniale, la regione pia fertile e strategicamente più importante di tutta l'Africa settentrionale, dalla Grande Sirte alle coste dell'Atlantico.
Nell'incommensurabile orgoglio, determinato da una sopra valu­tazione della propria potenza, la quale ormai aveva raggiunto la mas­sima ascesa e che la ragione storica, che regolale umane vicende, avviava verso un inesorabile declino, la Francia non poteva concedere che il piccolo Piemonte potesse affermare, contro di lei, il proprio diritto a divenirejina grande nazione. Nel Mediterraneo gli Stati Sardi, che presto o tardi avrebbero raccolto, sotto lo scettro dei Savoia, in un modo o nell'altro, l'Italia, in una salda unità, non dovevano contestare alla vicina occidentale quel predominio che essa vi esercitava da secoli. La mentalità, che aveva ispirato la politica francese dal .Rinascimento al sec. XIX, fosse essa diretta da' Valois, da' Borboni o da' Repubblicani, non poteva concepire, come rivale della Francia, 1* Italia, che essa con­siderava quasi terra di conquista o propria vassalla. Ed i principi sabaudi ne avevano fatta la triste esperienza, da Carlo III a Emanuele Filiberto, da Carlo Emanuele I a Vittorio Amedeo II; da Vittorio Amedeo III fino allo stesso Carlo Felice. E la reazione di questi Signori e de' loro popoli contro la prepotenza francese, reazione, che aveva dimostrato di che fosse capace l'Italia, quando fosse stata sapientemente guidata, non aveva insegnato nulla a Parigi: o meglio, l'aveva fatta consapevole che un'Italia, forte, libera, grande avrebbe posto fine alla sua assoluta preponderanza. Per questa consapevolezza bisognava impedirne, prima, la costituzione a nazione indipendente* poi, il suo consolidarsi ed il suo ampliarsi nel mare latino. Carlo Alberto avrebbe dovuto, nel biennio tragico e glorioso del 1848-49, fare la triste esperienza delle ostilità francesi al suo programma di libertà, e, dopo di lui, avrebbe dovuto farsi consapevole il suo illustre figliuolo, del come l'unità italiana sarebbe stata avversata dalla Francia, concorde, popolo e governi, nell'impedire la nostra formazione nazionale. La storia ha insegnato che cosa costasse a Napoleone HI il generoso aiuto dato da lui, spontanea­mente, contro la volontà del suo Stato, alla liberazione della nostra penisola dal servaggio straniero. Né gli anni seguiti al 1870 avrebbero modificato lo stato d'animo della Francia verso di noi; stato, basato sopra errori di valutazione che gli ultimi eventi hanno, non solo non corretti, ma resi più pericolosi che mai. *