Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1942>   pagina <198>
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198 Eugenio Passamonti
A una siffatta mentalità dovevasi la condotta assunta dal Governo di Luigi Filippo verso anello Sabaudo, nella vertenza tunisina. Questa regione africana era considerata, fin d'allora, riservata alla Francia, quantunque fosse stata colonizzata e resa feconda, per la massima parte, dal lavoro italiano e gli italiani vi avessero acquistato una indi­scutibile preponderanza, economica e demografica. Le ragioni politiche volevano che Tunisi fosse la difesa orientale del nuovo dominio algerino, come, per l'identica causa, si guardava al Marocco come cosa propria. E bisognava quindi impedire che vi si stabilissero, saldamente, coloro, che, sotto ogni punto di vista, erano i più atti a fare della Tunisia il prolungamento della loro patria. La Reggenza non doveva cadere nelle mani degli Italiani, mentre doveva rimanere in quelle della Francia, per servirsene al momento opportuno contro l'Inghilterra, la quale, avendo necessità della piena libertà del Mediterraneo per i suoi biso­gni imperiali asiatici, avrebbe dovuto ricordarsi che Biserta era desti­nata, un giorno o l'altro, a divenire francese. Per questa ragione, nel 1844, Londra aveva così apertamente sostenuto Torino. Si iniziava, in questo modo, una grave partita fra Francia ed Italia, per Tunisi, che gli anni avrebbero reso sempre più aspra, quanto più grande facevasi il nostro paese e più alta udivasi la sua voce, chiedente il ricono­scimento dei propri diritti: partita, sempre aperta, ma che dovrà chiudersi, per noi, secondo giustizia.
DOCUMENTI
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ARCHIVIO DI STATO DI TORINO Lettere Ministri Francia - 1844 - Mazzo 273 (anno 1844 febbraio - aprile)
Paris le 7 Mare 1844. Monsieur le Comte,
M. Guìzot me répondit que le Roi voulait me parler de nos
différends avec le Bey de Tania: que le Gouvemement franchia venait d'apprendre pax deux dépéckcs que la Porte a annoncó Fintcntion d'intervenir dans cette contestation non aenlement par une médiation amicale, mais ausai, en eertains cas, donner, par la force dea Annes: que cette intervention militaire de la part du Sultan ne saurait étre tolérée par la France: que deja, il y a quclques années, lorsque le grand Seigneur, mécontent du Bey de Tunis, xnenaoa celui-ci de l'cnvoi d'une Escadre pour le forcer à se soumettre a sa volonté, le Cabinet des Tuileries protesta hautement contro une tette resolution: qu'il déclara au Divan que l'apparition d'une escadre Ottomane devant Tunis serait par lui cnvisagée comme mi acto d'hostilité contre la France, et que l'expédition de l'cscadre fut contremandée: qu'il en serait de nième exactemcnt aujourd'hui: que si, à l'occasion de Notre contestation, la Turquie envoit devant Tunis une Fregate, la France y enverra immétUatement deux Vaisseaux: que ai catte