Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <214>
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214 Romolo Quazza
II corpo diplomatico manteneva l'atteggiamento consueto, che il Balestrino aveva già segnalato nel rapporto del 5 gennaio. Il Ministro austriaco non aveva ancora perduta l'antica autorevolezza e il giorno 15 gennaio anche l'ambasciatore di Russia, conte Chreptowich, ebbe una lunga conferenza col Re. J'ai lieu à supposer commentò il diplomatico piemontese nel citato dispaccio del 17 gennaio crue ce Ministre n'avait pas une idée bien exacte des Siciliens, car il disait dernièrement qu' il ne craignait rien à Palerme et depuis Ies événements du 12 il a répété: quel dommage qae l'Empereur ne soit pas ici, il était si bien vu en Sicile qu' il pourrait arranger toutes choses!.1) Dell'azione inglese non era ben compreso il significato, e si dava ad essa il solo valore di un intendimento antiaustriaco e di un accaparramento più o meno diretto della Sicilia.
Gli osservatori si chiedevano quale sarebbe stato l'esito della lotta impegnata tra la volontà di un solo e un popolo che si levava in massa.
Il marchese di Balestrino dava questa risposta: Si le Roi en sort victorieux par le seul moyen de son armée, nous allons voir le sang couler par torrent en Sicile, et le Roi Ferdinand fier de ses succès sera de plus en plus convaincu que pour regner il se suffit à lui seul, qu'il peut tout faire par lui mème et alors le pays sera entièrement precipite... Mais 8'il est vrai que les différents points de la Sicile ont répondu à Palerme, et s'ils réussissent à battre les troupes que l'on a envoyées le 14, le Roi n'a que deux moyens pour se tirer de cet embarras: accorder et accèder aux conditions qu'on voudra lui imposer; on bien s'appuyer à l'intervention étrangère. 2)
Funesti a giudizio del diplomatico ambedue i partiti per il Re, per l'Europa, per la causa italiana. Nel primo caso, il sovrano non sarebbe stato più padrone in casa sua e i Siciliani avrebbero preteso molto, dati i rischi affrontati. Nel secondo caso, se egli chiamava l'Austria o la Russia, non sarebbe mai riuscito a conciliarsi l'affetto dei sudditi, e il giorno in cui i soldati stranieri avrebbero lasciato il paese, sì sarebbe tornati da capo. Sarebbero nate inoltre inevitabili compli­cazioni europee, poiché Francia ed Inghilterra non avrebbero soppor­tato tranquillamente un intervento austriaco o russo, che avrebbe procurato a quegli Stati un'influenza preponderante.
1) Sul soggiorno di Nicola I nel regno delle Due Sicilie vedi T. SCHTEMANN, GescHckut Russlands untar Kaiser Nikolaus I, voi. IV, Berlin, 1919. Vedi anche la lettera del conte Neaselrode al conte Chreptowitch, in N. BIANCHI, Storia documen­tata della diplomazia europea in Italia dall'anno 1814 affanno 1861 Torino-Napoli, 1869, voi. V, p. 414.
2) Dal diap. cit. del 17 gennaio.