Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1942
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216
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216 Romolo Quatta
di venire a capo di qualche notizia positiva, ma non trapelò nulla. La sera del 17 gennaio si diedero tutti convegno in casa del Montessui per coordinare le informazioni, che ognuno aveva raccolto, ma dovettero constatare di non essersi potuti procurare elementi sicuri. La questione se l'aiuto dell'Austria fosse stato effettivamente richiesto, fu già affrontata e risoluta in modo diverso. *) Il Moscati la risolve negativamente, e la mancanza di una domanda formale parrebbe ormai indubitabile, dati i documenti, che egli pubblica; tuttavia il rapporto del Ministro austriaco, in data 23 marzo, nel quale riassume gli avvenimenti dei precedenti mesi, attesta che se la domanda non fu fatta ufficialmente, ciò avvenne solo perchè dalle informazioni confidenziali risultava che la risposta sarebbe stata negativa.2) Ad ogni modo il silenzio conservato lasciò nell'animo i più profondi dubbi.
L'incertezza regnava anche intorno alle intenzioni del Re riguardo all'insurrezione dell'isola; e solo la mattina del 18 gennaio i Ministri napoletani furono chiamati ad un consiglio straordinario per discutere la questione siciliana. Dalle prime indiscrezioni risultò che il Conte d'Aquila era latore delle condizioni proposte dal Governo provvisorio e che le principali di esse esigevano la costituzione del 1812, la residenza di un principe reale a Palermo, l'adesione piena ed intera alla Lega italiana, l'abolizione dei diritti di promiscuità fra Napoletani e Siciliani in cariche delle due parti del Regno.3)
M I IL I
L'interrogativo, che tutti si ponevano, ebbe, coi decreti del 18 e
19 gennaio, una risposta assai più pronta di quanto si immaginava;
una risposta, che destò il più profondo stupore. Ce qui était un rève
hier matin, est devenu une réalité le soir ...,*) scrisse il 19 gennaio il
marchese di Balestrino.
Non si deve dimenticare che il reggente la Legazione sarda era un gentiluomo piemontese d'antico stampo, preparato bensì all'idea di progressive riforme concesse dalla volontà sovrana secondo le linee di un programma di educazione ed elevazione pubblica, ma non disposto ad avere fiducia nell'efficacia morale di pressioni rivoluzionarie. Questa mentalità, però, non vela affatto gli occhi all'intelligente diplomatico,
1) Come riassunto più recente, vedi il MOSCATI, op. * p. 40.
*) Zi, p. 64.
s) Balestrino, 18 gennaio 1848.
*) Balestrano, 19 gennaio 1848. Vedi Appendice IV.