Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <217>
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Il Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 217
e se gli strappa- parole di ansietà sullo sviluppo probabile degli avveni­menti e lo induce a pensare che con altra arte di governo si sarebbe potuta dare una diversa piega agli avvenimenti, non gl'impedisce di giudicare con molta equità.
Le misure prese con inaspettata decisione il 18 gennaio sarebbero state opportune ed utili, a suo giudizio, se adottate alcuni mesi innanzi. Maintenant on a attendu trop tard et la main peut-ètre a été forcée à l'autorité par la terrible lévée de boucliers de Palerme. E Reggio e Salerno armate minacciavano di seguire l'esempio. Nessuno poteva prevedere il cambiamento avvenuto nella politica del gabinetto napole­tano. C'est un phénomène que Fhistoire enregistrera. Si trattava ora di vedere se, passando da un sistema all'altro, non si sarebbe andati troppo oltre, se il Governo avrebbe saputo fermarsi a tempo e se a Palermo, dove la notizia delle concessioni doveva arrivare il 19 sera, gì'insorti si sarebbero accontentati e acquietati.
Come era giunto il Sovrano alla decisione inopinata?
In seguito all'arrivo del conte d'Aquila, latore delle condizioni comunicategli dal Governo provvisorio di Sicilia per mezzo del prin­cipe di Scordia, Ferdinando II aveva dovuto esaminare seriamente la questione, essendo state sospese le ostilità in attesa della risposta. Il fratello gli aveva tracciato un quadro nerissimo della situazione siciliana e gli aveva dichiarato che per prendere Palermo bisognava bombardare e distruggere la città. Il Re aveva allora riunito una specie di consiglio di famiglia, cui erano intervenuti i suoi fratelli e sorelle, la Regina sua moglie, la Regina madre, il principe di Salerno. Tutti avevano parlato con molto calore e specialmente la Regina madre e il principe di Salerno avevano cercato di influire efficacemente sul Sovrano, il quale dopo molte discussioni aveva concluso con queste parole: e Farò tutti contenti.
In seguito a questo consiglio di famiglia, Ferdinando II aveva rac­colto la mattina del 18 gennaio il Consiglio di Stato, cui erano inter­venuti tutti i ministri, eccetto il principe di Trabia, datosi ammalato, forse perchè uno dei capi dell'insurrezione di Palermo era il principe di Scordia, suo figlio. Si era discusso dalle 9 del mattino alle 8 di sera. Non si sapeva esattamente che cosa fosse stato detto, ma risultava sicuramente che la discussione era stata animatissima. L'opinione pub­blica designava il commendatore Spinelli e il principe di Comitini come i due che ad essa avevano partecipato con maggior calore. Del resto il loro parere era appoggiato dagli altri- membri del Consiglio.
La sera stessa, alle 11, furono pubblicati i decreti deliberati nella lunga seduta. Si trattava di quattro decreti distinti, tutti datati il
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