Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <221>
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U Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 221
circolava come di consueto per le vie e andava alla passeggiata senza alcun segno di anormalità. J) Si succedevano intanto le sedute, lunghis­sime, del Consiglio di Stato. Il 22 i Ministri si erano trattenuti in con­siglio fino alle otto di sera; all'una, il giorno 23, erano nuovamente rac­colti e preparavano il decreto di amnistia generale per i condannati politici. Esso fu pubblicato, con la data del 23, la mattina seguente; riguardava i condannati e detenuti politici che si trovavano nel Regno ed enumerava esplicitamente quelli arrestati pei moti di Reggio e di Messina, comprendendoli nel provvedimento di grazia, ma ordinando che rimanessero fino a nuova disposizione nel luogo di confino.
Il 23 gennaio, con l'arrivo di due navi da Palermo, si conobbero a Napoli i passi fatti dal Corpo consolare della metropoli siciliana per cercar di evitare il bombardamento; nondimeno le bombe arrecarono alla città gravi danni. Tuttavia il pretore, marchese di Spedalotto, in risposta alla comunicazione delle concessioni accordate dal Re, dichiarò che i Palermitani le consideravano come sterili concessioni e che erano irremovibili nella decisione di non abbandonare le armi fino a quando non avessero ottenuto il Parlamento e la Costituzione del 1812. In qual modo il Governo avrebbe tentato ora di sciogliere il nodo? Si imponeva una soluzione rapida, giacché c'era da temere che col pretesto di arrestare lo spargimento di sangue le grandi Potenze proponessero un intervento. Dans ce cas l'Angleterre, qui parait jouer un si grand ròle dans tonte cette affaire, et dont Lord Napier ne cache presque pas les sentiments, saura faire augmenter encore en sa faveur la sympathie que les Siciliens ont pour elle.
In seguito alle urgenti istanze dei Francesi stabiliti a Palermo, l'Incaricato d'affari di Francia domandò l'invio di un bastimento fran­cese in quelle acque. Nessuna richiesta in questo senso fecero i sudditi sardi alla Legazione in Napoli; però il console sabaudo di Palermo, Musso, nei rapporti inviati lasciò trasparire analogo desiderio. Il Musso, zelantissimo nel suo ufficio, si dava attorno per la protezione dei con­nazionali residenti nella città, e riscosse le lodi e l'ammirazione dei colleghi. Il Console francese scrisse in proposito al Guizot. Invece lo Sehwarzenberg segnalò al proprio Governo che il console d'Austria si mostrava inferiore al suo compito.2*
i) Là Reale Accademia di Napoli aveva indetto an ballo per la sera del 23 gennaio. Tutti gli invitati ricevettero un biglietto, prodotto della stampa clande­stina, nel quale si richiamava l'attenzione aùD'inopportunità di un ballo in giorni di tanto lutto. Il ballo venne sospeso. Balestrino, 23 gennaio 1848.
2) B. MOSCATI, Appunti e documenti.* cit., p. 55.