Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <223>
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Il Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 223
alla dignità regia, fu pubblicato con la condanna del ministro all'esilio. 8 11 Balestrino chiosava: La chùte de Mone. Code et du marquis Del Carretto était depuis longtemps dans le désir de tout le monde. La manière, dont Féloignement de ce dernier a été effectué, fut cependant trouvée empreinte d'une vigueur et d'une aigreur subite qui ne peut ètre justifiée que par le pressant besoindetout tenter pour calmerles esprits.2)
L'allontanamento del Code, la caduta del marchese del Carretto erano avvenimenti clamorosi; essi produssero certifica il Balestrino un effetto abbastanza buono, ma non tale da appagare gli agitatori. Costoro esigevano ormai delle garanzie e la parola Costituzione veniva pronunciata apertamente. Cominciava a farsi strada l'idea che il Re avrebbe ceduto alle esigenze del partito liberale; il che era confermato da indiscrezioni intorno a frasi pronunciate da Ferdinando II in colloqui coi ministri delle Potenze conservatrici, in particolare in un abbocca­mento col Ministro di Russia.3) E veramente egli aveva ormai preso contatto con Mariano d'Ayala, uno dei p'rincipali capi di parte liberale, e l'idea di un indirizzo, che, firmato da centinaia di cittadini, invocasse dal Re concessioni costituzionali, era tradotta in realtà dalla penna di Ruggero Bonghi,
Il 27 gennaio si raccolse una moltitudine di persone appartenenti a diverse classi sodali e a mezzogiorno si misero in marcia verso la Reggia. Si calcolava che fossero circa ventimila. Erano divisi in drappelli di
*') Considerando che il Marchese Signor Francesco Saverio Del Carretto è stato la causa effettiva della oppressione e desolazione de* nostri amatissimi sudditi del Regno delle Due Sicilie; considerando che ragionevolmente lo stesso ha attirato contro di sé lo sdegno e la indignazione dell'universale; considerando che, prose­guendo a stare in carica potrebbe esser cosa pericolosissima e compromessiva per la pubblica e privata tranquillità; per tali motivi ordiniamo che il medesimo resti deposto dall'una e dall'altra carica, e resti esiliato a Livorno. La narrazione data dal marchese Balestrino differisce in qualche particolare dal racconto dato dai gior­nali Il Contemporaneo di Roma e L'Alba di Firenze. Vedi anche GIOVANNI SFORZA, La Costituzione Napoletana del 1848 e la giornata del 15 maggiot in Bìbl. di st. ìtàl. recente* voi. IX, Torino, Bocca, 1921, pp. 504-505. Sulle cause presunte della cac­ciata del Del Carretto e delle sne peripezie vedi: G-. RAFFAELE, Rivelazioni storiche della Rivoluz. del 1848 al 1860, Palermo, 1883, p. 73 e seg.; N. Nisco, Storta del Reame di Napoli dal 1824 al I860.Y ediz., Napoli, 1908, II, p. 120 e seg. Sul presunto complotto, il Balestrino, nella lettera del 2 febbraio, così si esprimeva: ce Quant au Ministre del Carretto, mairi tenari t qu'il est éloigné, on ne manque pas de répandre mille voix sor son compte et sur une espèce de contrerévolution, que Fon prétend qu'il avait organiate d'accord avec Monseigneur Code. Ccs bruite, cependant sont trop vagucs pour pouvoir s'y arréter et qucls que soient les torta qu'il puisse avo ir en face du gouvernement, on ne doit pas croire a l'existence d'un complot sana des preuves plus positive. Vedi Appendice X.
2) Balestrino, 2 febbraio 1848, ni.
3) Disp. Balestrino del 27 gennaio, cit.