Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <225>
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Il Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 225
i posti ad essa assegnati, mostrò d'avere colla folla sentimenti comuni e parecchi cittadini addetti a quel servizio vennero dai dimostranti fregiati essi pure della coccarda tricolore.
I ministri raccolti in Consiglio sedettero dall'una pomeridiana del 27 alle cinque del mattino seguente. On prétend avverti il diplo­matico piemontese que la discussion a été prolong ée par une note collective de l'Autriche, de la Prusse et de la Russie, par laquelle ces trois puissances s'opposent à une Constitution.
Nel corpo diplomatico accreditato presso la Corte borbonica si erano da un pezzo, per la natura stessa delle circostanze, formati due gruppi distinti. Da un lato stavano l'incaricato d'affari inglese lord Napier, l'incaricato d'affari francese, conte di Montessui, il nunzio, naons. Antonio Garibaldi, l'incaricato d'affari sardo, marchese di Bale­strino. Dall'altro erano, ed agivano concordemente, l'inviato austriaco, principe di Schwarzenberg, il ministro di Russia, conte Chreptowich e l'incaricato d'affari di Prussia, signor di Schulenburg. I due ultimi si affidavano senz'altro all'azione dell'esperimentato e, fino a quel mo­mento influentissimo, rappresentante dell'Austria. E quest'ultimo aveva veramente presa l'iniziativa di un passo da compiere presso il Re con l'approvazione e l'associazione degli altri due colleghi. Si trattava di proporgli l'emanazione di un proclama, del quale lo stesso Schwarzen­berg aveva redatto il testo, in cui il Re avrebbe ricordato le franchigie già concesse, avrebbe affermato che non intendeva oltrepassare l'esempio dato dal Santo Padre e dagli altri principi, che la Costituzione sarebbe stata una causa di disordini e avrebbe posto in pericolo tutti gli altri Governi italiani; infine avrebbe espressa ferma volontà di resistere e di domare ogni tentativo di tumulto.8) Il generale Sabatelli, che già altre volte era stato il tràmite tra l'inviato d'Austria e il Sovrano, si assunse il compito di presentare a Ferdinando II insieme col testo del proclama proposto, il memorandum, firmato dai rappresentanti delle tre potenze. In esso si entrava nel merito della questione. Si faceva osservare aper­tamente quanta parte avesse l'elemento paura nella tendenza alla con­cessione della Costituzione; si rilevava che lo stato intellettuale delle masse escludeva l'idea di tendenze costituzionali e che il sistema rap­presentativo era desiderato dal pubblico solo in quanto si credeva di trovare in esso la panacea ai mali dell'irregolarità e dell'abuso esistenti
i) Per l'atteggiamento assunto dalla Russia riguardo al movimento liberale italiano, vedi ancora BIANCHI, op. ciì., V, pp. 96 e segg. a) MOSCATI, Appunti e documenti..., eh*, p. 44 e seg.
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