Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <226>
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226 Romolo Quazza
nei vari rami deiramministrazione. Si dimostrava poi che le forze dei sediziosi non erano tali che il Governo potesse materialmente temere l'esito di un urto con le proprie armi. Moralmente, poi, se il Re avesse pubblicato il proclama propostogli e si fosse messo lui stesso a capo delle truppe, la grande maggioranza sarebbe stata con lui.
Il generale Sabateili la sera del 26 gennaio presentò al Sovrano il memorandum dei tre diplomatici. Ma già il principe di Schwarzen-berg prevedeva che era difficile realizzare la conili tio sin e qua non del successo per la linea di condotta suggerita al Re, cioè che egli non si lasciasse abbattere. Le Roi est nerveux - c'est sa constitution fort ébranlée par les derniers événements, qui lui fai t éviter les dangers, enfia, il est douloureux de le dire, mais il est poltron, et c'est ce qui lui fait perdre une paride qui offre encore des chances de succès tefles qu'un Souverain d'un caractère ferme et décide les ferait aisément tourner à son avantage. Il generale Sabateili si recò il 27 dallo Schwarzenberg ad informarlo che il sovrano pregava gli si facesse pervenire la comunica' zione per via ufficiale, consegnandola al principe Scilla, ma suggellata e diretta a lui. L'inviato d'Austria assecondò il desiderio di Ferdinando, interpretandolo nel senso che, sicuro che i suoi Ministri l'avrebbero sconsigliato dall'accettare i suggerimenti contenuti nel memoriale, cer­casse di preparare in questo modo una scusa alla propria debolezza. *)
La notizia della nota collettiva presentata al Re di Napoli dai Ministri d'Austria, di Russia e di Prussia, pervenne al Governo torinese, oltre che direttamente dal Balestrino, anche dal ministro di Sardegna a Roma, marchese Domenico Pareto, il quale l'aveva appresa da comuni­cazioni pervenute a lord Minto dal Napier. *) Se non che le informazioni provenienti da questa fonte differivano nel fatto che si diceva la Nota fondata su di un trattato segreto concluso nell'ottobre 1846 fra quelle tre corti e quella napoletana, per cui quest'ultima si obbbgava non solo a non concedere mai un governo rappresentativo ai propri
t) MOSCATI, Appunti e documenti..., oit., p. 41 e seg.
2) Lettera di Domenico Pareto al conte di San Marzano, Roma, 3 febbraio 1848. Legazione sarda in Roma: Missione del marchese Domenico Pareto (184748), Busta 15, Arch. di gt., Torino. Vedi Appendice n. XI. LDIGZ CIBHAMO, nell'opera La vie et la mori du roi CharlesAlbert initiateur et martyr de Vindépendance italienne (tradotto in francese da CHARLES DB LA, VAIIENNE, Paris, Denta', 1862), p. Ili, scrive che il Re di Napoli concesse la costituzione bica qu'au moia d'octobre 1846, il eùt, par une convention scerete, promis a PAutriche, à la Prusse, à la Russie, de ne jamais introdnire dans sesÉtats un gouvernement représeutatif, et d*employer toutes ses forces pour empechcr qu*il ne s'on ràtroduislt dans les autres Etats italiens. Il Cibrario non dice la fonte donde ha tratta la notizia, ma, con tutta probabilità, ha veduto o avuto sentore del contenuto della lettera del Pareto al San Marzano.