Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1942
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U Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 227
popoli, ma anche ad usare le proprie forze per impedire che una simile forma di governo venisse adottata in altri Stati d'Italia. Inoltre, il Consiglio dei generali tenuto dal Re per valutare la possibilità di resistenza dell'esercito di fronte ad una rivolta, e le conclusioni cui si era giunti in quella riunione, venivano prospettati come la risposta e nello stesso tempo la giustificazione del Sovrano dinanzi alle tre Potenze.
Pi un segreto patto del 1846 non ci risulta resistenza e non. compare traccia neppure nei rapporti dello Schwarzenberg, il quale invece fa sempre capo agli articoli segreti del trattato di alleanza difensiva concluso tra l'Austria e Napoli il 12 giugno 1815. Non occorre mettere in rilievo l'importanza del passo compiuto dai tre diplomatici*
La questione del cambiamento di regime a Napoli, infatti, s'inseriva nella politica internazionale; e gli Stati europei non potevano restare estranei. Ora l'intervento da parte di Potenze straniere rappresentava per l'Italia intera un grave pericolo. Sul Governo borbonico tendevano quindi ad esercitarsi le più varie pressioni, sia da parte di Stati italiani sia da parte di Potenze straniere. Domenico Pareto, ministro di Carjo Alberto a Roma, dava conto, in una lettera del 27 gennaio, al San Marzano dei passi compiuti dal Pontefice. Gol vivo desiderio di poter contribuire all'assestamento delle cose nel Regno di Napoli e nel suo interesse, Pio IX il 25 e 26 gennaio inviò al nunzio, mons. Garibaldi e ad altra persona ... che pretendesi abbia di recente succeduto a mons. Code nelle funzioni e nell'influenza che questi esercitava presso sua Maestà dispacci per far presenti le conseguenze della situazione. Alla decisione presa dal papa di fare un tentativo in tal senso aveva indirettamente cooperato lord Minto. Però questi avrebbe creduto più conveniente che dalla Santa Sede venisse offerta al Re di Napoli una mediazione unitamente alle altre due Potenze italiane, cioè la Sardegna e la Toscana. In tal guisa, la questione si.sarebbe potuta risolvere come egli disse, italianamente e in modo tale da evitare un intervenzione officiosa di altre Potenze e tra queste della Francia, certo tutte desiderose di intromettersi. Il 26 gennaio lord Minto domandò direttamente al Pareto se credeva che Carlo Alberto, qualora fosse invitato dal Pontefice a cooperare con lui per una mediazione, avrebbe accettato; e se non riteneva, anzi, opportuno vista l'urgenza della circostanza dare lui stesso assicurazione al Santo Padre sulla probabilità dell'accettazione. II Pareto dichiarò di credere per conto suo che una siffatta proposta potesse trovare presso Carlo Alberto buona accoglienza in vista di un vantaggio generale per l'Italia. Non si riteneva però autorizzato ad agire nel senso desiderato da lord Minto; qualora il Governo