Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; RIMINI
anno
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1914
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pagina
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320
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0 Mmeij ÀroMvì e Biblioteche
Anche gli altri1 successivi avvenimenti É Boinagna, sino al plébisqS> Mtnuessione atBegno d Italia, trovano in questa fuiezfosa raccolta ampia e minuta illustrazione, più specialmente la rivolnume Set 831, che a Bimini, il 25 marzo, diede V ultimo segno di resistenza, salvando, perorerà dello Cucchi, l'onore delle armi italiane. Vi sono proclami alla Guardia Nazionale circolari del Comitato provvisorio del Governo distrettuale, lettere ai parroci, componimenti poetici dì esultanza, è poi* dopo la resa di Ancona, proclami e bandi severi del colonnello BentLvoglio, comandante le truppe pontificie e WM é componimenti in sua lode o in Sua Infamia.
Ma pia di tutti questi numerosi stampati, hanno importanza per la storia di Bimini due eronaohe manoscritte, assai voluminose. Tina di Michelangelo Canotti, notaio riniinesej benemerito rac-coglitore di documenti di storia cittadino; specie medioevale, porta, per "titolo OiortUdè' fi JUiMì e registra tutto quello che avvenne nella città, giorno per giorno, dal lff'3 fino al 1S26, con una diligenza veramente ammirevole. Il cronista, eli e era nomo di studio e alieno della politica, abbastanza sereno ed imparziale, ma non si dichiara troppo favorevole ai Francesi, e dopo tante vicende e mutazioni politiche), ì mostra desiderósa di riposo k il quiete. Baccoglie ed unisce al racconto, o meglio alla .cronaca, in 31 vo-lumi, tutto quello che può dOCuMiJiare la sua narrazione, trascrive satire e cartel M allega alle pagine dei suoi volumi pro-clami, bollettini, opuscoli d'ogni genere stampati in Bimini, e persino gli indulti o pastorali della quaresima.
L'altra cronaca comprende un pia lungo periodo, giungendo Ano al 1829, ed anche, con materiali amorfi1 e solo in parte elaborati, fino al 1846, ejol ao. Reiezione di Fio IX. Inizia la narrazione col 1782 e prima è scritta da Nicola Giangi, poi. dopo la morte di lui (1811), dal, figlioFilippoFormata anche questa <Ji molti volumi, registra ugualmente, giorno per giorno, i fatti e gli avvenimenti della città, anche di poca importanza, e qualche volta estende il racconto fuori della cerchia delle mura, ai luoghi del contado. Molto pia di frequente che non lo Zanetti i due cronisti, e specialmente Filippo, di Me papista, pronunciano giudizi su uomini e cose, non sempre dimostrandosi sereni ed nuparaìali. Anch'essi allegano ai loro volumi, stampati d'ogni genere e contenuto, anche di scarsissima importanza.