Rassegna storica del Risorgimento
BEAUMONT (DI) GIULIA ; 1860 ; PALERMO ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
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1942
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269
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Garibaldi a Palermo (nel diario di Giulia di Beaumont) 269
Gasparino D'Anna ) (che gli dissero essere il capitano) merita la forca. La Guardia Nazionale aveva pensato di ricorrere: ma avendo fatto bene riflessione pensò giustamente che il piemontese, reduce dalla trattoria, aveva bevuto troppo abusando del forte liquore di Sicilia.2)
Il 1 luglio all'annunzio che a Napoli è stata concessa una costituzione liberale ai domanda: Ma sono essi contenti i Napoletani ? tutto fa credere di no purtroppo fu troppo tardi; Francesco II doveva pensarci prima.
Il 2 luglio dà notizie di una festa con fuoco d'artificio e musiche tenuta al Molo: B dopopranzo Paolo ebbe la soddisfazione di salvare un uomo che stava per annegarsi vicino all'Acqua Santa e proprio sotto il Castelluccio. Sia ringraziato Dio ch'egli abbia potuto sopportare con forza la stretta di quel povero nutriente perchè afferratolo per un braccio (cosa pericolosa) non voleva più lasciarlo.
3 luglio. Di notizie corre quella che tra Garibaldi e Cavour sorge una discussione per avere il secondo stipulato l'annessione di Nizza (patria del Generale) e Savoia alla Francia. La Farina giunse a Palermo ma Garibaldi ha negato vederlo3) per essere egli stato uno di quelli che diedero il voto in favore dell'annessione. L'Ammiraglio Persane, che è qui a Palermo, fa di tutto onde rappatumare il Ministro col Dittatore, cosa di somma importanza nel punto in cui siamo. Ed anzi si dice che il Re abbia scritto una lettera a Garibaldi su questo punto.
4 luglio mercoledì. Oggi si credeva da tutti essere l'anniversario di Garibaldi. Si erano preparate grandi feste; ma egli ha detto che si posterghi una tal festa fino al 19, che è il vero giorno della sua nascita. Chi sa però quell'alta sua mente qual nuovo trionfo ha preparato per un tal giorno !,
6 luglio venerdì. Le monache di Valverde hanno oggi inviato al Dittatore una Torta monstre,*) bianca rossa e verde, piena di ogni sorta di frutti in graleppe; in mezzo vi era scritto: Garibaldi', nel centro, appesa in uno spettacoloso Portogallo
i) H D'Anna era stato capo squadra autorevole della contrada Molo; passato ora nella Guardia Nazionale voleva fare il suo dovere. È ricordato fra quelli che, interrogati a Gibilrossa da Garibaldi, se convenisse ritirarsi nel centro della Sicilia per aspettarvi rinforzi anziché marciare dirittamente su Palermo, insistette per quest'ultima decisione. (Cfr. G. ODDO, I Mille di Marsala, Milano, 1862, p. 328).
2) L'incidente è significativo perchè mostra nell'ufficiale ubriaco quel disprezzo (in vino verità*), di cui i Siciliani accagionavano frequentemente i liberatori e che diede alimento anche a qualche clamoroso duello.
3) La Farina, al suo arrivo in Palermo, fu, benché freddamente, ricevuto dal Generale. In seguito però fu espulso, sotto la data del 7 luglio 1860, con ordine autografo diretto alla Questura di Palermo (Cfr. II. DE MARIA, Tre lettere di Garibaldi,. in Sicilia nel JRisorg. itali, a. I., f. 1, p. 132).
*) Si tratta della famosa cassata siciliana di cui le monache di Valverde avevano la specialità. È fatta con crema di ricotta, messa a strati col pan di Spagna inzuppato di liquore. Contornata di pasta reale di .mandorla o di pistacchio e adorna di frutti canditi, fa un bel vedere ed è molto gradita dai buongustai. Alessandro Dumas, quando era in Sicilia, ne faceva di gran scorpacciate. Da un libretto curioso intitolato: Li cosi duci chiù particulari chi fauna li Munasterii di Palermu Comuni siciliani di F. R. D. PalermUf Stampino alV intigna di G. Meli, 1857, apprendiamo che, fra i dolci più pregiati erano appunto le cassate del Monastero di Valverde (in dialetto Betlivirdi) tanto da far dire al poeta che lu vera paradisa di stu muimu e lu sullevu d'ogni trista affanna - di Bellùiirdi le cassati snnnu. Aggiunge poi che venendo la Pasqua