Rassegna storica del Risorgimento

BEAUMONT (DI) GIULIA ; 1860 ; PALERMO ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1942>   pagina <302>
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Vita dall'Istituto
raccogliendo informazioni e ragguagliandolo d'ogni cosa lo aveva posto sulla buona via. Dopo la caduta del potere papale in Romagna, fu aiutato da Garibaldi, come prova una lettera dello stesso del 27 settembre 1859 al marchese Popoli, ministro delle finanze nel Governo della Romagna: Mio buon amico, fra i tanti benefattori miei nella mia fuga del 1849 in questi paesi quegli a cui ho la maggiore obbligazione è il latore del presente Tommaso Gallcttini onestissimo e bravissimo patriota di Fori). Egli aspira a un impiego nelle Finanze e io ti sarei riconosce ntisaimo se giovasti a questo mio buon amico. Sono con affetto G. Garibaldi.
La sua domanda fu accolta ed ebbe la nomina ad ufficiale di Finanza. Fu dapprima in Sampierdarena e, dal 1865 al 1885, a Carloforte. Mori in Forlì il 25 ottobre 1886, ma nessun segno fa posto sulla tomba del valoroso. Uguale sorte è toccata all'avo suo ed omonimo Tommaso Gallettiui (1753-1823), che ricopriva in patria altissimi uffici durante il periodo napoleonico. Fu commissario del potere esecutivo dell'amministra­zione centrale dell'Emilia nel 1797, presidente della municipalità e dell'amministra­zione del Rubicone nel 1793. Eletto nel corpo legislativo ed inviato ai Comizi di Lione, fu poi incaricato della reggenza del dipartimento nativo in qualità di commissario straordinario e di prefetto. Assistè in Milano all' incoronazione di Napoleone. Ottenne il compimento di importanti lavori pubblici in Forlì.
La Consulta, come è riuscita a dare più degna sepoltura al patriota conte Giuseppe Orselli, farà altrettanto per ì due nobilissimi concittadini.
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MILANO. Il 29 novembre u. s., sotto la presidenza dell* Eccellenza il senatore Giuseppe De Capitani d'Arzago, si è tenuta hi riunione della Consulta di questo Comi­tato. H Presidente ha Ietto la seguente relazione: Camerati, sicuro di interpretare il Vostro sentimento, invio un entusiastico pensiero di devozione alla Maestà del Re Imperatore, al Duce, ai nostri valorosi soldati, che in cielo, in terra e in mare si rico­prono di gloriai proseguendo il cammino segnato dal luminoso destino d'Italia. In particolare il nostro pensiero augurale si rivolge ai camerati di questa Consulta, che in Russia e in Africa combattono per le maggiori fortune della patria, il conte Bonmartini e il dott. Cauzio. L'attività dell'anno XIX non è stata molto intensa, avuto riguardo alle particolari esigenze del momento. Secondo una consuetudine ormai molto lunga e sempre cara ai soci del nostro sodalizio, nella primavera scorsa si è tenuto un ciclo di conferenze su alcuni scrittori politici del Risorgimento: le conferenze sono state imperniate intorno alla concordia e resistenza nazionale nelle guerre del Risorgimento. Hanno parlato Arrigo Solmi su Cesare Balbo, Annibale Alberti sul Gioberti, Antonio Monti su Massimo d'Azeglio. Il 1 maggio gli studenti dell'Università Regia hanno visitato il Museo di San Martino e le località del glorioso fatto d'armi del 1859. L'occa­sione mi è gradita per comunicarvi, egregi camerati, che la presidenza centrale dello Istituto ha accolto la mia proposta di trattenere L. 5 dalla quota sociale dell'anno in corso per le spese di gestione amministrativa e per quelle di manutenzione di San Martino. Avverto pure, che proprio oggi, gli eredi del conte Odazio, in ossequio alle disposizioni del padre, il compianto socio vitalìzio ing. dott. Ernesto Odazio, hanno consegnato alla presidenza la somma di L. 66.750 in buoni novennali del tesoro per un premio triennale da assegnarsi ad una monografia di storia del Risorgimento. All'uopo si faranno pratiche con Roma per un toma. Voi tutti sentite la bellezza e la necessità di mantenere in vita con intensificazione di sforzi questo nostro Istituto, il quale ha certo portato un contributo grande alla vita nazionale ed ha reagito, con energia pari alla nobiltà contro ogni tentativo di svalutazione dei sacri valori della patria. Abbiamo bisogno che ogni socio si faccia promotore di nuove iscrizioni perchè i tempi difficili creano spesso imbarazzi di carattere economico, davanti ai quali si pud infrangere la por decisa volontà di far parte del nostro Istituto.