Rassegna storica del Risorgimento
GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI ; GRASSI GIUSEPPE
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1942
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311
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Giuseppe Grassi istoriografo di Gioacchino Marat 311
Lemaire sulla nascita del Re di Roma, un altro articolo sulla rappresentazione al Teatro Sutera della Saffo del Marchisio autore ed attore e infine sui numeri 114 e 115 dell'agosto un lungo articolo sull'Esposizione di oggetti di belle arti, d'arte e di manifatture. Da questo momento il Courrier pubblica una serie di poesie in onore del Re di Roma; nel n. 60 un poemetto del Marchisio; nel n. 61 una visione sullo stesso argomento di Domenico Rossetti; nel n. 69 un'ode alcaica di un Placido Tadini e già nel n. 60 vi compare il Monti di cui si pubblicano le Api Panacriti in Alvìsopoli. Già nel n. 52 (16 aprile) si legge ancora un'ode di Davide Bertolotti sulla nascita del Re di Roma, in cui vi è aggiunta una lettera del Duca di Lodi che giudica il componimento nientemeno la più bella di tutte le composizioni sull'argomento e più innanzi nel n. 81 del 14 giugno un'ode dello stesso autore sulla vaccinnazione del Re di Roma. Nel n. 84 del 10 giugno un'ode del signor Leone per il battesimo del Re di Roma.
Nell'annata del 1812 nulla si legge del Crassi, almeno che sia distinto col suo nome: il giornale col n. 12 muta la tipografia, e viene stampato presso la tipografia di Luigi Soffietti: di letterario vi è poco: un'ode nel n. 15 del 30 gennaio del Bertolotti dedicata alla Principessa Paolina di Francia, duchessa di Guastalla; nel n. 136 del 4 ottobre un sonetto per la vittoria di Mosca di Alessandro Sclopis di Salerano e nel n. 174 del 20 dicembre si ricordano i versi di Luigi Andrioli stampati dal Bodoni ne' quali si celebra la lingua italiana. Il giornale era troppo occupato per la campagna di Russia per occuparsi di letteratura.
Nell'annata del 1813 si incontra ne' numeri 64 e 65 rispettivamente del 10 e 12 maggio un quadro della letteratura italiana tolto dal Journal de l'Empire del 27 aprile, con note esplicative, che pur non portando firma, fanno credere che siano del Grassi. Le note sono importanti: se nel testo è ricordato il Monti eie plus grand des poets italiens moderaes nelle note si ricordano più opere e più autori italiani, fra cui il Foscolo e il suo poemetto I Sepolcri che col Pindemonte sono dans leur genre deux poetcs de premier ordre e in altra nota si parla della Dio-data Saluzzo, annunziando la prossima pubblicazione del suo poema Ipazia.
Nel n. 82 del 18 giugno il Grassi ci trattiene a lungo sul ballo Prometeo di Salvatore Vigano. NuO'altro del Grassi: due odi invece dell'amico
i) il poemetto venne studiato da D. Bulfcrctti, in Milizia Nuova, V, 4, Torino 1927* tra. (faggiuola di bibliografia di questa scrittrice vedilo nel mio contributo GtaucUla Eurotea e i Pastori della Dora, in Atti dell'Accademia degli Arcadi* Roma, 1939-40, voli. XEC-XX.