Rassegna storica del Risorgimento

GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI ; GRASSI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <314>
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314 Guido Bustico
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Fu subito dopo la caduta del Governo napoleonico in Piemonte che il Grassi concepì quel viaggio attraverso l'Italia di cui egli non fa cenno nella sua breve autobiografia, e che il Manno appena ricorda; viaggiò per due anni, facendo lunga dimora in Firenze, in Roma, in Napoli e fu anche a Milano ma di questo viaggio non si trova cenno nei suoi carteggi sin qui noti, editi o inediti. *'
Quello che è noto si è che durante la restaurazione sabauda piemon­tese, tenuto conto del suo valore letterario, gli era stata affidata ancora la direzione della Gazzetta Piemontese sulla quale si legge, sotto la data del 21 ottobre 1815 la relazione che il Grassi stesso scrisse per la Raccolta intitolata Feste e poesie nel solenne ingresso in Torino di S. M. Maria Teresa Arciduchessa d'Austria Regina di Sardegna che abbiamo più indietro ricordato.
E nel 1816 lo vediamo eletto socio ordinario residente della R. Acca­demia delle Scienze di Torino.
Ora possiamo farci una domanda che se non interessa il Grassi uomo di lettere, interessa il Grassi politico. Quando cadde il Governo napo­leonico il Grassi dirigeva il Courrier de Turin: fu subito dopo che il Grassi intraprese il viaggio per l'Italia. Quale lo scopo del viaggio? Gli studi linguistici? Possiamo pensare affermativamente ma non solo per quelli; egli partiva chiamato a Napoli dal suo amico generale Ros­setti per assumere la carica di istoriografo del Regno di Napoli, e quasi contemporaneamente per compiere una delicata missione politica di cui nessun biografo fa cenno e tanto meno il Grassi in quella sua autobio­grafia già citata, pubblicata nel marzo 1831 neWAntologìa di Firenze. Mentre i suoi amici tendevano come dice bene il Cian le fila sot­tili di quella trama rivoluzionaria che dovevano mettere a capo ai moti del 1821, il Grassi se ne stette in un misterioso riserbo tanto soggiunge il Gian che sembrava ai suoi amici intollerabile e preso in sospetto. La verità è questa che il Grassi si era messo nel 1814, per mezzo del suo vecchio amico Rossetti, agli stipendi di Gioacchino Murat per investigare, in diverse regioni d'Italia, quali fossero gli uomini e le correnti favorevoli o meno che dessero modo al Re di Napoli di sollecitare la corona d'Italia a cui aspirava, e per coprire la carica di istoriografo: il Marat infatti ne aveva già preparato il decreto.
i) Invano ho cercato notizie nel carteggio del Grassi che si conserva presso la E. Accademia delle Scienze di Torino.