Rassegna storica del Risorgimento
GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI ; GRASSI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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317
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Giuseppe Grassi (storiografo di Gioacchino Murai 317
Leopardi ed altri: il suo temperamento, la sua parola brillante, alle volte anche caustica, lo rendevano a tutti piacevole e da ognuno Benvoluto.
Non solo era divenuto capo di divisione della Prefettura di Torino, ma era stato anche nominato estensore del .Le Courrier de Turiti (journal politique, litteraire, ecc.), che rivela i caratteri incomparabili dell'ufficialità, che nel nome stesso riassume la funzione di giornale autorizzato.]) Soppressa la Prefettura di Torino nel 1814, il Grassi trovò aiuti e conforti nel suo vecchio amico il generale Giuseppe Rossetti, che si ricordò del compatriotta, più giovane di lui di due anni. E fu appunto il generale Rossetti a invitare il Grassi a raggiungerlo a Napoli, dove arrivò ai primi di novembre del 1814.2)
Forse fin d'allora il generale Rossetti pensava non solo di far nominare il suo amico piemontese istoriografo di Corte a Napoli ma ancora di affidargli una delicata missione politica.
Si era nel periodo in cui a Vienna stava raccolto il Congresso che doveva dare all'Europa una nuova carta politica europea, e fu allora che il generale Rossetti pensò di affidare l'incarico di visitare i principali centri italiani a persona di fiducia che doveva rimettere in persona i dispacci che il Rossetti e il Lechi avrebbero inviato, ottenerne risposta, ed essere di ritorno entro un mese. La persona incaricata il Rossetti nelle sue Memorie non ne fa il nome ritornò dopo aver visitato la Toscana, la Lombardia, una parte del Veneto.
La missione venne compiuta con intelligenza, ma diede risultati negativi.
Fu allora che il Rossetti si rivolse al suo amico torinese Giuseppe Grassi.
Mentre il Rossetti avrebbe voluto che il suo Re si fosse stretto con Napoleone per dissipare la bufera e la tempesta che lo minacciane e che certo avrebbero travolto anche il Murat qualora se ne fosse stato appartato, il Murat invece voleva agire per suo conto: pensava che Napoleone avrebbe veduto meglio un'Italia governata al nord da Eugenio di Beauharaais e al sud dal Murat, che non sotto il dominio dell'Austria e de' Borboni: ora la politica nuova del Re atterriva il Rossetti che paventava le funeste conseguenze che ne dovevano derivare. Invano tentò di dissuadere il Re dall'armistizio con l'Inghilterra, stipulato il 6 gennaio, e dall'alleanza coll'Austria stipulata l'il gennaio 1814: non
i) E. J OVINE, 11 primo giornalismo torinese, Torino, Modica (. d.), pp. 208 o segg. z) ROSSETTI, Memorie mas. cit.