Rassegna storica del Risorgimento
GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI ; GRASSI GIUSEPPE
anno
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1942
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319
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Giuseppe Grassi istoriografo di Gioacchino Murai 319
Rossetti Maestà, io/non ho nulla dimenticato, e poiché si tratta della salvezza di V. M., della conservazione della vostra corona, intendo provarvelo. La divisione napoletana e il capo che la comandava in Catalogna, e che oggi occnpa uno de* posti militari più. alti nel vostro esercito, non è stata, durante sei mesi, di nessun aiuto all'esercito francese: le diserzioni e le malattìe l'avevano ridotta a tre mila uomini, e il maresciallo Suchet non potè impedire la sua totale dissoluzione, se non rimandando bruscamente il capo che la comandava, rimpiazzando più ufficiali superiori e subalterni napoletani con ufficiali francesi, mettendo al posto de* battaglioni napoletani de* battaglioni francesi; allora, e solamente allora, l'ordine fu ristabilito. Devo aggiungere. Maestà, cbe il generale Rapp fu obbligato ad adottare uguali misure a Danzica e che la divisione del generale Detrés ebbe a sottostare ad una perdita di circa duemila uomini rimasti nelle retrovie prima di giungere sulle rive della Vistola; ecco, Maestà, dei fatti incontestabili.
H Re Mio Dio, gli eserciti non si formano in un giorno, e i nostri battaglioni di volontari, dopo essere stati battuti durante un anno intero, hanno vinto tutta l'Europa.
Rossetti E ben vero! i tempi sono mutati e le nazioni non si riconoscono più: V. M. sa ancora perfettamente che questo potente prestigio che conduceva le falangi repubblicane oggi non esiste più.
H Re Obi se io Pavesai dimenticato, le lettere che voi mi avete mandato me l'avrebbero ben tosto ricordato. Come! Pino, anche Pino ha abbandonato il suo partito... Questo è infame... Ma ascoltate, mio coro Rossetti; tutte le persone alle quali voi e il generale Lechi vi siete rivolte, hanno fatto la loro fortuna dopo la rivoluzione; esse non sono come noi marescialli di Francia e vogliono conservarla; oggi bisogna impiegare ben oltre persone; è ai giovani patrioti a cui bisogna rivolgersi, è sulle masse che bisogna agire e ho modo di credere che tanto gli uni quanto gli altri mi seconderebbero quando io avessi bisogno di essi.
Rossetti E con una speranza cosi scarsa, debole e incerta, deciderebbe V. M. a mettersi in guerra?
Il Re No certamente, perchè io voglio sapere prima di chi mi devo fidare e desidererei avere notizie precise a questo riguardo.
Rossetti Ebbene; se V. M. lo vuole io farò con qualunque pretesto un viaggio in Italia e son sicuro che in una dozzina di giorni io potrei completamente soddisfare a' vostri desideri.
Il Re - No, non occorre che voi abbandoniate Napoli; mandate persone di vostra fiducia; vostro fratello per esempio.
Rossetti Mio fratello è troppo giovane e sebbene egli non manchi di modi adatti e di attitudini, non sarebbe tuttavia idoneo a questa missione, perch*egli non conosce abbastanza l'Italia. *)
H Re Ebbene: avvicinate il Maghella e con lui concertatevi, ma soprattutto non perdete tempo.
Rossetti - Penso, Maestà, ch'io ho forse sotto mano l'uomo che ci abbisogna.
Il Re - E chi?
RossettiH Grossi, colui che V. M. mi aveva promesso di nominare suo istoriografo.
H Re È vero: il decreto della sua nomina è fatto ed io voleva consultarvi sui termini del suo compenso.
1) Nel 1814 il fratello del Rossetti si era portato a Napoli ed era stato nominato uditore al Consiglio di Stato e aggiunto alla Sezione di legislazione.