Rassegna storica del Risorgimento
GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI ; GRASSI GIUSEPPE
anno
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1942
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320
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320
Guido Bustico
Rossetti Io ringrazio V. M. ed io crédo che il Grassi, uomo vigile, molto conoscitore degli Italiani più in vista, potrà con saccesso raccogliere tutte le notizie che voi desiderate; credo fermamente che si possa contare sulla SUB. dirittura, sulla sua prudenza, sulla sua discrezione. *)
Il Re Sta bene, andate: dategli le istruzioni necessarie e ch'egli parta immediatamente... A proposito perchè non avete scritto al Melzi?
.Rossette *- Sire, io non ho l'onore di conoscerlo personalmente: io avevo pregato, il generale Lechi di scrivergli, ma egli mi rispose che questo passo gli repugnava per ragioni particolari, e che, dopo tutto esso sarebbe stato inutile, e forse anche imprudente, atteso che dopo la dissoluzione del Reame d'Italia, l'Imperatore d'Austria aveva confermato al Melzi il titolo di Duca di Lodi e la dotazione di 200 mila franchi che a Ini erano stati accordati dall'Imperatore Napoleone.
Il Re Ne siete sicuro?
Rossetti Si, Maestà.
Il Re Ma ciò non conta: dite al vostro inviato di avvicinarlo; ma di stare sempre con occhi vigili; non perdete un istante, date le necessarie istruzioni al Signor Grassi e raccomandategli sopratutto di procedere con diligenza; la cosa è urgente.
*
Finito il colloquio col Re, il Rossetti si portò dal Maghella, ministro di polizia, al quale espose il desiderio del Re, in seguito al suo rapporto del giorno innanzi.
Ma il Magnolia era assai meno preoccupato del Rossetti; egli riteneva ben certe le assicurazioni che il Re ogni giorno gli porgeva, come eioè la sua intenzione non era affatto di fare la guerra all'Austria; tuttavia il Maghella riteneva un vero colpo da maestro quello di aver deciso il Re a sospendere le sue determinazioni, fino a che gli fosse noto il vero spirito pubblico degli Italiani. Anche il Maghella era d'accordo col Rossetti che il Grassi fosse l'uomo che facesse al caso per la missione progettata, per la ragione che il suo interesse personale si trovava impegnato, ed era giusto presumere che egli avrebbe religiosamente eseguito le istruzioni dalle quali si doveva convincere il Re che egli né doveva né poteva contare il nessun modo stigli Italiani.
Fermati questi accordi il Rossetti pregò il Maghella di voler egli stesso proporre la missione al Grassi, perchè nel caso che il Grassi non avesse voluto accettare e la proposta fosse partita da lui, probabilmente per la riconoscenza che a lui doveva, sarebbe stato obbligato a far cosa non di suo gradimento.
I) Si può verosimilmente avanzare l'ipotesi che il Grassi fosse affiliato alla Carboneria quando si pensi che il Marat stesso, il Lechi, il Rossetti e il Maghella vi appartenevano. Vedi: G. BUSTICO, II pia antico documento sulla nascita della Carboneria, Milano, Arti grafiche Pizzi o Pizaa'o, 1938 cit