Rassegna storica del Risorgimento
GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI ; GRASSI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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321
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Giuseppe Grassi istoriografo di Gioacchino Murai 321
A pranzo il Grassi comunicò al Rossetti che aveva conferito con il Magnolia e che con vero piacere egli si incaricava della missione con-fidenziale, poiché essa gli dava modo di provare il suo attaccamento al Re e la sua riconoscenza agli amici.
Il 13 marzo il Grassi partì da Napoli; le istruzioni a lui date erano di portarsi a Milano, passando per gli Stati Romani e la Toscana, di fermarsi ovunque, di comunicare con i personaggi più in vista e di prendere con essi tutti gli accordi per illuminare il Re sullo spirito pubblico, di cercare poi di riconoscere lo spirito popolare a questo riguardo; in una parola egli doveva far conoscere al Re uno a qua! punto potesse contare sull'aiuto degli Italiani sia nel caso che egli sirisolvesse di portare la sua armata in Italia, sia per sostenere gli sforzi che essi avrebbero potuto fare per acquistare la loro indipendenza, sia ancora per mettersi egli stesso alla testa del movimento.
Sebbene il Rossetti e il Magnolia fossero già in antecedenza convinti che tutte queste questioni avrebbero avuto una risoluzione tale da dissuadere il Re dalla sua impresa italiana, tuttavia il Rossetti molto insistette presso il Grassi al fine di rendere lo svolgimento del programma del Re ancora più difficile e tale che presentasse ostacoli insormontabili alla riuscita di tutti i progetti sull'Italia da parte di Murat. Il Grassi comprese perfettamente le mie intenzioni scrive il Rossetti - e mi promise solennemente di conformarsi in tutto punto.
Fu stabilito che la corrispondenza del Grassi col Rossetti avrebbe avuto inizio dopo il suo arrivo a Roma e che essa sarebbe periodicamente continuata in tutte le città che egli doveva percorrere, di maniera che il Rossetti avrebbe potuto giornalmente tenere al corrente il Re. Questa corrispondenza tuttavia doveva avere per intermediari gli agenti diplomatici e consolari del Re in Italia, e infatti tutti furono prevenuti dal Ministro degli affari esteri.
H Rossetti provvide il Grassi del denaro necessario, perchè in nessun modo potesse trovarsi in imbarazzo nel compimento della sua missione, lo munì di una lettera di credito su Milano, onde provvedere a qualche incidente imprevisto: mise inoltre a sua disposizione un calesse da viaggio, e il Grassi, che sembrava ben compreso delle istruzioni avute e quale il suo compito preciso, dopo aver assicurato il Rossetti dell'adempimento scrupoloso degli ordini ricevuti, si congedò e partì alla mezzanotte del 13 marzo.
Ma del Grassi il Rossetti non ebbe da quel momento più nuove: egli non si sapeva spiegare questo silenzio e sotto la data del 15,16,17, 18, 19 e 20 marzo del suo Diario, confessa di non poter esprimere lo
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