Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <327>
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IL GOVERNO NAPOLETANO NEI PRIMI DUE MESI DEL 1848 M
(Continuazione e fine, v. Rassegno Storica del Risorgimento , fase. Il, 1942)
Tuttavia un attento osservatore era indotto a fare apprezzamenti e riserve, che non permettevano di considerare le cose con molta fiducia. La sorprendente rapidità, con la quale si erano svolti fatti tanto gravi, si doveva senza dubbio allo scacco subito della truppe napoletane a Palermo; scacco che aveva reso straordinariamente audaci i liberali della capitale, e che aveva indebolito assai la forza del governo. Lo svolgimento era stato così vertiginoso che neppure il Nunzio aveva avuto il tempo di procurarsi dalla vicina Roma istruzioni riguardanti l'eventuale soluzione della crisi.
Poco più di un mese prima, il 14 dicembre, si domandavano solo riforme e concessioni simili a quelle degli altri Governi italiani; la parola Costituzione non era stata pronunciata che in seguito alle prove vit­toriose degl'insorti palermitani. Rimaneva convinzione del diplomatico piemontese che anche in Sicilia il Re avrebbe potuta evitare la sanguinosa catastrofe, se avesse pubblicate il primo dell'anno quelle medesime concessioni, che aveva firmate il 18 gennaio: due settimane troppo tardi! E quasi per convincere se stesso dell'ineluttabilità delle cose, il marchese di Balestrino ripeteva: Et il faut bien que l'on ait va qu'il n'y avait pas d'autres voies d'en sortir, car si les PuÌ8sances du Nord n'avaient, pas protesté formellement, elles avaient du moins adressé au Gouvernement des observations sur l'inconvé-nient de donner une Constitution, et malgré cela on a cru devoir l'accorder .
Però si riteneva che la concessione non avrebbe rappresentato per il Governo la fine delle difficoltà e delle preoccupazioni. Si credeva che i Siciliani non si sarebbero accontentati di far parte delle Camere stabilite a Napoli e di identificarsi con i Napoletani, e che avrebbero deposte le armi, solo quando si fosse installato il Parlamento a Palermo. La perdita del forte di Castella mare da parte delle truppe regie e l'indirizzo rivolto alla regina Vittoria d'Inghilterra per otte­nerne il protettorato inducevano ora a credere che il Governo napo­letano si sarebbe deciso ad accedere ad ogni ulteriore pretensione siciliana per troncare la questione ed evitare des négociations avec