Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <331>
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Il Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 331
Ad una settimana di distanza dalla solenne promessa della Costituzione, l'Incaricato d'affari piemontese ritenne di potere trac­ciare un quadro riassuntivo dello stato d'animo delle varie classi sociali napoletane.
Il decreto del 29 gennaio non aveva riscosso il plauso della nobiltà, fatta eccezione di un immero assai ristretto di membri di essa. Il marchese di Balestrino trovava la spiegazione di questo fatto nella constatazione che il livello intellettuale e morale della classe nobiliare era generalmente mediocre. I nobili napoletani, valutando tutta la portata della nuova legge, provavano ripugnanza nel vedere un regime di pubblicità succedere al vecchio sistema di governo. Parecchi tra loro consideravano l'apertura del Parlamento come la une della propria car­riera. <c Qui sait combien d'entre eux, s'abritant à l'ombre de la toute-puissance d'un Gouvernement ténébreux, songeaient à pousser leur avenir jusqu'aux emplois les plus élevés, et voient tout-à-coup déchoir leurs espérances et perdre le fruit de leurs calculs les plus caressés ! . Essi non nascondevano i loro sentimenti ed era certo cosa singolare veder tante persone, che non avevano mai osato pronunciarsi, dire ad alta voce che il nuovo ordine di cose non sarebbe potuto durare e che il Re aveva fatto male a firmare il decreto del 29 gennaio.
Nel gruppo dei malcontenti doveva essere annoverato il clero, che aveva sempre alzata la voce contro ogni specie di concessione o di riforme. Mentre altrove si erano veduti alcuni ecclesiastici schierarsi tra i più calorosi fautori delle nuove dottrine, a Napoli il clero era interamente sotto l'influenza di una camarilla, che aveva nel giornale Scienza e Fede il suo organo diffusissimo, *)
Quelli che veramente si rallegravano dell'ottenuta Costituzione erano: la gioventù, aristocratica, la classe media e soprattutto gli avvo­cati. Essi ne speravano un miglioramento della propria sorte, vedevano aprirsi dinanzi a loro un brillante avvenire, ed avevano con vero entu­siasmo salutata la nuova legislazione. Eppure commentava il Bale­strino leurs songes dorés vont pour la plus part ètre couronnés par la plus grande désillusion . '
Quanto al basso popolo napoletano, sia che ciò fosse dovuto ad intrighi di partito sia che lo muovesse l'ignoranza e la paura delle novità, era talmente montato contro la Costituzione che ci volle tutta l'attività della Guardia nazionale per contenerlo. Se presso i lazzaroni
1) D card, arciv. Riario Sforza diresse ai fedeli un'epistola intorno alla Costi* unzione. Sulle cerimonie religiose, che accompagnarono la promulgazione della costituzione, vedi 6. SFOBZA, op. cit.t p 492 e ag.