Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1942
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H Governa napoletano nei primi due mesi del 1848 333
Serracapriola, vecchio diplomatico, si ricordava certamente dei buoni rapporti avuti coi suoi antichi colleghi, era facile prevedere che egli avrebbe dovuto cedere alle pressioni del partito liberale vincitore. Qualche giorno più tardi, si parlò con insistenza del richiamo da Torino del principe di Palazzolo, a sostituzione del quale si fece il nome del principe Giacomo Dentice.
Si osservava anche a Napoli il sintomo constatato in altri paesi d Italia riguardo alla gendarmeria, cioè che per parecchi giorni non s'era incontrato più nessuno di coloro che appartenevano alla vecchia polizia. Ora commissari e gendarmi cominciavano a circolare di nuovo e il loro generale Winspeare aveva avuto un lungo colloquio col Poerio, nuovo direttore della polizia, pour tàcher de remettre en honneur l'uniforme de ses soldats. Intanto il Del Garretto non era stato accolto né a Livorno né a Genova, ed. aveva proseguito per Marsiglia; di monsignor Gode, che si sapeva allontanato, nessuno più faceva parola. Quanto alla Sicilia, erano cadute le speranze di pronta pacificazione sorte in seguito ai fatti del 29 gennaio. Palermo era interamente nelle mani degli insorti. Un vapore arrivato a Napoli la notte del 7 febbraio portò al Re Vultimatum del Governo provvisorio. Le proposte mandate da Palermo si basavano sui punti seguenti: 1) i Pari ereditari e non di nomina reale; 2) la rifusione delle spese e dei danni sofferti da Palermo; 3) l'iniziativa delle leggi riconosciuta alla Camera invece che al He.
A questo doveva aggiungersi la pretensione di un'amministrazione completamente separata e del Parlamento sedente a Palermo. A tali esigenze il Gabinetto napoletano sperava indubbiamente di poter apportare qualche modificazione e di potersi giovare dell'opera mediatrice di lord Minto per farle accogliere dai Siciliani. Ma a questo proposito non tacevano le diffidenze. Peut-on étre sur de la loyauté britan-nique si chiedeva il marchese di Balestrino ou plutót ne fautil pas s'attendre à voir les diincultés surgir et se multiplier BOUS l'influence de ce nouveau personnage, qui vient prendre une part si active dans cette malheureuse affaire? Ne derivava una ancor più urgente necessità di giungere ad una transazione, ad un accomodamento, prima che le deliberazioni del Parlamento siciliano, convocato per il 15 febbraio dal Comitato dirigente, potessero recare grave turbamento alla questioni generale Italiennc. Né il Corpo diplomatico né il pubblico colto napoletano avevano fiducia nell'abilità del Ministero borbonico dinanzi ad una soluzione così ardua; si prevedeva che ancora sarebbe andato innanzi a tastoni, cercando di imbroccare la giusta via, che gli avrebbe