Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <334>
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Romolo Quazza
permesso dì rattraper ses deux millions de sujets, qui lui échappent à voi d'oiseaux, ma non guadagnando certamente nulla nell'affetto dei Siciliani.
In tutte le questioni, in tutte le vicende, il Governo era sempre venuto a rimorchio degli avvenimenti, costretto a piegare dinanzi alla forza delle circostanze, senza mai riuscire a prenderne l'iniziativa, la direzione.
Anche per l'ultimo baluardo delle truppe regie in Palermo, il forte di Castellamare, il Governo aveva dovuto cedere dinanzi all'irremo­vibile esigenza dei Siciliani, di non voler entrare in trattative con Napoli fino a quando la loro città potesse essere bombardata; e il comandante Grosso, che teneva la fortezza, aveva infine ricevuto l'ordine di riti­rarsi, consegnandola ad un distaccamento di Palermitani. Ora lord Minto s'era messo all'opera. Il marchese di Balestrino riferì l'8 febbraio al proprio Governo che il diplomatico diceva non poter l'Inghilterra mai consentire alla Sicilia di dichiararsi indipendente, così che egli avrebbe fatto tutto quello che era in suo potere per addivenire ad una conciliazione favorevole all'interesse generale d'Italia. Tuttavia lo Incaricato d'affari di Sua Maestà di Sardegna conservava diffidenza per le mire britanniche. Pur ritenendo sincero per il momento un simile linguaggio, poiché l'Inghilterra, sempre desiderosa di cattivarsi le sim­patie dei Siciliani, si sarebbe accontentata di averli pubblicamente appoggiati, egli giudicava che in seguito il Governo britannico sarebbe stato pronto a cogliere la prima occasione per vantare i servigi prestati e avrebbe detto l'ultima parola, impadronendosi di tutta l'isola, oggetto da lungo tempo dei suoi più vivi desideri. 2)
Procedevano intanto i lavori per la redazione del progetto per la Costituzione. 3) Il 9 febbraio il Gabinetto napoletano lo presentò al Sovrano, il quale diede la sua completa approvazione la sera del 10. L'11 mattina avvenne la proclamazione della Costituzione, fra mani­festazioni pubbliche di gioia protrattesi per tutta la giornata. La sera le vie principali erano tutte illuminate ed una folla immensa, recante torcie a vento, passeggiava pervia Toledo, gridando: Viva il Re ! Vìva
*> Balestrino, 7 febbraio 1848.
2) Balestrino, 8 febbraio 1848.
3) Il tetto della Costituzione fu salutato con entusiasmo dal Massari nella Patria, ma non era che una traduzione non felice della Costituzione francese del 1830. A molti altri recò invece una crudele delusione. Vedi GRAZIA PIERANTONI MANCINI, Una pagina di storia (1848-1049), in Nuova Antologia, 16 maggio 1898. Sulle speranze concepite prima e sui giudizi dati a pubblicazione avvenuta, vedi G. SFORZA, op. cit.* p. 509 e sgg.