Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <335>
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// Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 335
la Costituzione![ La mattina del 12 fu cantato un Te Deum in tutte le chiese e nella cappella reale; a mezzogiorno i cannoni delle varie Bat­terie di Napoli salutarono con parecchi colpi l'avvenimento. Il Duca di Serracapriola diede l'annunzio dell'adottata Costituzione a tutti i mem­bri del Corpo diplomatico, con lettera circolare del 10 febbraio.x) Dallo Schwarzenberg si era invece recato personalmente, fin dai primi giorni del mese, e gli aveva chiesto il suo parere sulla condotta da seguire rispetto alla Sicilia; poi era passato a far visita ai Ministri di Russia e di Prussia. Tutti tre avevano insistito sull'inopportunità di affidare la mediazione all' Inghilterra. II Serracapriola finì col dir loro che il Re avrebbe fatto alcune concessioni; in caso di rifiuto da parte dei Sici­liani avrebbe chiesto appoggio e consiglio collettivamente alle cinque Potenze. In seguito a onesti colloqui l'intervento inglese parve dover essere solo ufficioso. *) Invece con altra nota del 18 febbraio, il Presi­dente del Consiglio diede notizia della mediazione affidata a lord Minto e dei termini entro i quali la conciliazione era possibile, senza spezzare sostanzialmente l'unità dello Stato. 3)
Gli avvenimenti napoletani avevano intanto avuta l'inevitavile ripercussione negli altri Stati italiani. L' 8 febbraio anche Carlo Alberto concedeva la Costituzione. *) Al titolare della Legazione sarda a Napoli il conte Augusto Avogadro di Collobiano, già ambasciatore in Russia
*) Balestrino, 12 febbraio 1848.
2) MOSCATI, Appunti e documenti... cit., p. 54 e sg.
3) È noto che le concessioni, alle qnali Ferdinando acconsentiva erano assai lar­ghe, poiché egli cedeva nel fatto del Parlamento e di un ministero separato per la Sicilia; faceva qualche concessione riguardo alla nomina dei pari e prometteva di approvare quelle disposizioni particolari, ritenute utili alla Sicilia, che il Parlamento avesse poi creduto di suggerire. Intendeva però riservarsi liberta di scelta del luogotenente regio, voleva che dai due Parlamenti si eleggessero poi Commissioni, che, nella propor­zione di due terzi di Napoletani e un terzo di Siciliani, discutessero e deliberassero sulle questioni comuni; e rifiutava la formula: soli soldati siciliani in Sicilia, soli napoletani nel Regno di Napoli,
*) Con dispaccio del 9 febbraio il San Marzano diede al Collobiano notizia della avvenuta concessione: Facendo seguito al cenno di partecipazione che già ho avuto l'onore di darle ieri, mi reco pure a premura di notificarle che Sua Maestà, dopo avere lunedi alle 9 del mattino convocato innanzi a sé in Congresso i suoi Ministri ed i prin­cipali Consiglieri della Corona, e ponderatesi in una adunanza, che si prolungò, senza interruzione, fino alle 4 pomeridiane, quale fu ripigliata nella sera stessa dopo il pranzo del Re, con vari dei membri del Consiglio, e proseguitasi all'indomani, le gra­vissime circostanze, in cui si trovava questo paese, massime dopo gli avvenimenti di Napoli, circostanze che mi riservo di farle conoscere, dopo la più profonda disamina si è determinato di adottare un sistema di governo rappresentativo con uno statuto, le coi basi furono enunciate in un apposito proclama, stato ieri verso le tre pomeri-: diane pubblicato, e di cui mi affretto di trasmettere a Vostra Signoria Illustrissima qui unito un esemplare.