Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <339>
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Il Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 939
poggiavano sulla Costituzione dell'anno 1812 e sull'esclusione perpetua delle truppe napoletane dall'isola: clausola, quest'ultima, alla quale fortemente ripugnajva] il Re. Ma poiché mancavano i mezzi vera­mente idonei per costringere i Siciliani a piegare o, meglio, era più che mai inopportuno ricorrervi in regime costituzionale, si prevedeva che il Governo avrebbe dovuto, alla fine, cedere su tutta la linea, li Sici­liani d'altronde osservava il Collobiano sono ostinati ed anche sostenuti, mentre il Re piuttosto vacillante per il già sofferto scacco, vien consigliato ed influenzato da persone purtroppo ancora di opinioni diverse. Del resto, poi, Sua Maestà ha perduto nello spirito dei Siciliani ogni sorta di confidenza-, e solo l'estrema condiscendenza potrà far vivere ancora colà il suo nome, sin qui più o meno esecrato. Certo la idea di un totale distacco amministrativo e legislativo della Sicilia riu­sciva assai ostica al Sovrano; e il Conte riteneva che fino a quando il sacrificio non fosse stato consumato, Ferdinando II non avrebbe voluto né potuto seriamente studiare la nuova situazione politica, nella quale era venuto a trovarsi.
I capi del movimento cercavano, invece, di trar profitto dell'amba­scia in cui si trovava il Governo rispetto alla Sicilia per ottenere maggior forza, maggiore influenza. Anche lo Schwarzenberg affermava *) che il movimento tendeva ad accelerarsi. Le idee italiane e l'ostilità alla Austria facevano grandi progressi: eie Roi, dont la vanite est chatonil-leé par l'illusion de se mettre à la tète dn mouvement, se prononce dans ce sens. Le dimostrazioni, i banchetti si facevano più frequenti; ricomparivano anche ufficialmente i colori italiani. Il 15 febbraio vi fu una dimostrazione dinanzi alla legazione d'Inghilterra e lord Napier parlò alla folla. L'indomani e vi fu una nuova ed improvvisata, ma inof­fensiva dimostrazione nel largo del palazzo sotto le finestre del Re. Più migliaia di operai o tali così detti, clamorosamente si agitavano, stril­lando a più non posso lavoro, impiego, ecc., ecc. Mandò Sua Maestà a distribuir qua e là nella folla del denaro, che veniva respinto, dicendo si chiede lavoro e non l'elemosina; in tal guisa si tumultuò ben bene, sin che dietro certe esortazioni partite da persone ivi frammiste, si acquietò questa gente e poco a poco si andò dissipando.2) Era questo, secondo il convincimento che il conte di Collobiano subito si formò, un indice dello stato delle cose: stato che a nessun altro rassomiglia di quanti mai hanno afflitto ed angustiato un governo, stato indefinibile
i) MOSCATI, Appunti e documenti... cit., p. 55.
2) Lo Schwarzenberg dice che la dimostrazione era diretta contro la Legazione imperiale, ma fa sventata dal servizio d'ordine predisposto. Jfirf, p. 56.