Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <341>
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H Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 341
affabilità e cortesemente intrattenuto sulla salute del Re sabaudo e dei membri della famiglia reale, rilevò che il Sovrano aveva mantenuto H discorso su materie indifferenti e di nessun momento, non facendo alle presenti circostanze politiche il menomo accenno.
Il giudizio, che il conte di Collobiano andava formandosi intorno a Ferdinando II, non era per nulla lusinghiero; il Sovrano gli appariva di carattere superficiale, pieno di contraddizioni nel giudicare e nello agire. Quantunque non di soverchio ilare racconta il Ministro pie­montese la fisionomia di Sua Maestà non accusava però la seria preoc­cupazione, che i tempi e le circostanze sempre più incalzanti della Sici­lia sembrerebbero doverle cagionare. Ma Ella, pare, cura il sintomo e nulla più; lo antiveder le cose e sino ad un certo punto padroneggiarne od almeno regolarne l'andamento non sembra essere l'istinto suo, quan-, tunque sia il proprio e vero ufficio del Sovrano. E siccome accadde per l'improvvisata Costituzione, cui la vigilia per nulla pensava, potrà forse succedere una simile soluzione degli affari di Sicilia più o meno sconnessa.l)
Induceva a questa persuasione il fatto che il Governo, ridotti alle sole cittadelle di Messina e Siracusa i presidi regi nell'isola, non sem­brava adottare nessun provvedimento, consono all'urgenza del caso. Quei presidi non si potevano difendere se non crudelmente offendendo le sottoposte città; e nonostante lo spirito di condiscendenza dimostrato nelle negoziazioni, di cui il Serracapriola aveva dato notizia ai diplo­matici, pareva che il Re, inviando artiglierie e munizioni ai presidi di Messina e di Siracusa, pensasse ancora ad una guerra di sterminio. Queste riassumeva il Collobiano sono o sembrano contradizioni, di cui la serie troppo lunga impedisce di conchiuder favorevolmente pel criterio o pel cuore del Sovrano.
Il 23 febbraio giunsero nel porto di Napoli alcuni vascelli inglesi e ne scese a terra l'ammiraglio Parker. La venuta di una parte della squadra fu attribuita allo scopo di imbarcare lord Minto e condurlo in Sicilia, dove, approdando con un certo apparato di forze, avrebbe meglio potuto ottenere o dettare condizioni accettabili da ambo le parti. Si riteneva però che, salvo la clausola relativa alla composizione dei comi­tati, l'Ambasciatore inglese non dissentisse dalle idee dei Siciliani.
Il popolo napoletano sempre avido di feste, moto e tripudio era in orgasmo per l'imminente gran cerimonia del giuramento alla Costi­tuzione. Non mancava il timore che della circostanza, già per sé e per
l) Dispaccio del Collobiano del 24 febbraio 1848. Vedi Appendice n. XIV.