Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <344>
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Romolo Qitazza
attestavano l'incapacità, l'incuria o almeno la mancanza assoluta di ogni senso di opportunità, si ripetevano ad ogni momento. Il conte di Col-lobiano portava due esempi ad attestare la verità di questa sua affer­mazione. Al comando della Divisione di Capua era stato nominato un generale da poco reduce dalla Sicilia, dove si era acquistato nei fatti recenti tale fama di atrocità, che quel forte e numeroso presidio aveva ricusato in massa di prestare nelle sue mani il voluto giuramento alla Costituzione. Nel nuovo ministero era stato nominato segretario per la guerra e la marina lo stesso generale che nell'antico sistema funzio­nava come direttore di quel dipartimento, amministrato effettivamente dal Re, il quale neppure ora voleva rinunziare a tale cura, malgrado la responsabilità annessavi. In conseguenza c'era poca speranza che nelle cose militari si verificasse un miglioramento e perciò si potevano pre­vedere nuove fonti di malcontento. Di tali vere sconnessioni con­cludeva il 26 febbraio il gentiluomo piemontese - che paralizzano e adulterano il nuovo sistema, ve ne sono moltissime, e talune producono un effetto tanto più deplorabile che, nulla essendo ancora organizzato, il Governo abbisognerebbe più che mai di una vera forza morale, che la sola universal confidenza potrebbe dargli, e che così continuando non acquisterà per certo.
V.
Alla soluzione della questione siciliana i ministri non recavano alcun contributo; il loro atteggiamento sembrava dar la prova di una imperizia, che il ministro di Carlo Alberto chiama sarcasticamente magistrale.
È ammirabile egli scrive e quasi stizzante la fredda e pacata faccia che ti fanno i Ministri, allorché loro si parla di questo imbroglia-tissimo tema. Si direbbe essi affatto non capiscano la situazione né di qua né al di là del faro, e che davvero siano fra Scilla e Cariddi ! ed è cosi: stanno vedendo, come se si trattasse della China. *)
Come il marchese di Balestrino, cosi il conte di Collobiano non nutriva fiducia nella sincerità e nel disinteresse della mediazione inglese tra i Siciliani ed il Governo. Per lui lord Minto è un vero faccendiere,8*
i) Dispaccio Collobiano del 26 febbraio 1848.
2) Nel cit. dispaccio del 26 febbraio il Collobiano osserva: Lord Minto, vero faccendiere, è sempre in Napoli, e non ai capisce conte il mediatore non abbia sin qui fatto almeno sospendere le ostilità. Abbiamo sempre in rada 3 vascelli inglesi con l'ammiraglio Parker, più una fregata ed un vapore di guerra spagnuoli giunti ieri, ed una fregata austriaca. I francesi soli sin qui non comparirono.