Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <356>
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Romolo Quazza
V.
// Marchese Domenico Pareto al San Martano*
Confidenziale n. 36.
Roma, 27 gennaio 1848.
Affari di Napoli Il vivo desiderio che nutre il S.* Padre di poter contribuire all'assestamento delle cose nel Regno di Napoli, nonché il proprio interesse, lo hanno indotto a fare dei passi presso S. M. Siciliana, e procurare che sieno prese in seria con­siderazione le conseguenze che dovranno necessariamente risultare dall'attitudine che tiene quel governo. A tal oggetto ieri l'altro e ièri (abbandonata l'idea dispedire a Napoli la persona di cui faceva menzione nell'annesso al mio dispaccio del 25 corrente N. 285) vennero trasmessi da questa Segreteria di Stato dispacci al Nunzio e ad altra persona di cui ignoro il nome, ma che pretendesi abbia di recente succeduto a Mons. Code nelle funzioni e nell'influenza che questi esercitava presso S. M. Questa determinazione bene accetta a Lord Minto che si era intromesso in modo indiretto acciò avesse luogo, non è però da Lui totalmente approvata awegnacchè credeva più conveniente che dalla S. Sede venisse offerta al Re di Napoli una mediazione unitamente alle altre due Potenze Italiane, cioè la Sardegna e la Toscana. In tal guisa, secondo il di boi avviso la questione potrebbe forse ultimarsi mediante siffatta mediazione, e, come egli disse, italianamente, ed in modo tale da evitare un'intervenzione officiosa di altre Potenze e tra queste della Francia, che al certo agognano d'intromettersi in queste gravi emer­genze. Interpellato ieri da Lord Minto s'io credeva che S. M. qualora ne venisse richie­sta dal S.to Padre aderirebbe a concorrere secolui per un tal fine, e se io non giudicava poter essere il caso, vista l'urgenza della circostanza, di far direttamente un qualche passo per accertare la Santa Sede di una tale adesione, credetti dover rispondere che quantunque non dissentissi dall'opinare poter essere bene accolta da S. M. qualsiasi proposizione fatta dal Papa a questo riguardo, maggiormente poi se dalla medesima fosse possibile il conseguire un risultamcnto che ridonderebbe in vantaggio di tutti gli Stati Italiani, tuttavia non mi trovava sufficientemente autorizzato ad agire ne' senso da lui indicatomi. Soggiunsi però che qualora dal Governo Pontificio mi venisse fatto ufficialmente conoscere il desiderio del Papa di associare il Governo di S. M, a questa mediazione, mi recherei tosto a premura di spedire un corriere a V. E., onde conoscere sollecitamente le intenzioni del Nostro Sovrano.
Dai discorsi tenutimi in questa circostanza da Lord Minto appare evidentemente che l'Inghilterra- vedrebbe mal volentieri che altre Potenze fuori dell'Italiane s'intro­mettessero nelle questioni testé insorte tra i Siciliani ed il loro Sovrano, e questo dispiacere sarebbe tanto più grande se una tale mediazione si operasse dalla Francia* A ciò evitare tendono tatti gli sforzi di Lord Minto, il quale per potere più facilmente conseguire il suo intento spedi il 24 corrente l'ordine all'Ammiraglio Parker di mandare nell'acque di Sicilia alcuni vascelli della squadra ancorata in Malta. Egli stesso, se la sua presenza non lo inducesse a credere poter essere pretesto al più pronto scoppio' di una rivoluzione in Napoli, vi si recherebbe, onde dare quei consigli che potrebbero forse ancora impedire il totale sconvolgimento di quello Stato. È sua opinione per altro che il Re sarà forzato ad accettare la Costituzione per la Sicilia, poiché in caso diverso quelle popolazioni potrebbero indursi a proclamare un Governo repubblicano. Questo si è il timore espressogli da Lord Napier in un dispaccio che ricevette ieri mattina e di cui fece tosto dar comunicazione al S.to Padre.