Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
<
1942
>
pagina
<
364
>
Romolo Quazza
Je suis obligé de in'arrèter pour profitcr d'un paquebot angiais, qui pari à l'instant. Lord Minto est arrivé à Naples.
xm.
il conte Augusto Avogadro di CoUobiano al San Martano,
Napoli, 17 febbraio 1848. Dal Marchese Balestrino Vostra Eccellenza ha dovuto esser informato del mio felicissimo arrivo in questa romorosissima dominante, fatta ancor più del consueto clamorosa all'apparizione del vapore che coll'inviato di S. M. recava l'annunzio, qui sospintissimo, dell'unisono Sardo alle ultime fasi napoletane. Credo superfluo il ridir qui i tumultuosissimi evviva, le faconde elocuzioni, le serenate ed altre fracassosissime ma benevole dimostrazioni di cui mi toccò esser la stanchissima vittima. H giorno del mio arrivo coincidendo col termine del trambusto immenso con cui si festeggiò la promulgazione della Costituzione si ravvivarono facilmente i spiriti, e si trovarono leste e pronte le bandiere, le cocarde, le trombe ed i tromboni ed altri chiassosissimi suppellettili, onde la circostanza fu immensamente applaudita e festeggiata: per cui convenne aggradire e compire come meglio si potè. A siffatto tripudio però, non prendeva un'egual sincera parte tutto il Ministero, il quale abbenchè di nuovo conio non per questo si trova, come si suol dire, omogeneo, anzi ne sembrano i membri assai dissidenti. In un sol punto coincidono essi, e si è quello dell'assoluta necessità in cui si trovava il Governo di mutare o ripudiare l'antico sistema insieme colle persone che lo sostenevano. Onde concordi applaudiron essi alla crisi politica che conducendo al desiderato scopo insieme li portava alla direr zione delle faccende pubbliche.
Però non tardi manifestavasi la più seria divergenza nel nuovo Gabinetto, sia sul sistema da adottarsi come sull'andamento del medesimo. Il Duca di Serracapriola, di scuola filippino, vuole la moderazione, la quiete, la pazienza, e per quanto è combinabile il felicissimo statu quo; mentre il sig. Buselli [Bozzelli] Ministro dell'interno vuole prima di tutto il compimento dell'opera, la quale ancora esige molta energia e richiede che ancora si mantenga nel popolo o nei spiriti quel fermento, quel bollore cui sin qui si è dovuto ogni cosa. H maggior numero è del parere del primo, ma quantunque in minorità sono però gli opponenti e più operosi e infinitamente più clamorosi e insistenti. Tanto è che mentre io ero da questi strepitosamente acclamato, in tono flebile mi si diceva dagli altri già si stava per finire il trambusto, quando la vostra apparizione lo riaccende di bel nuovo, ci mette* come vedete, sossopra tutto ed io a questi e a quelli rispondevo a tenore delle savie istruzioni cosi chiare e così precise che mi favori Vostra Eccellenza, e che. non dimenticherò mai.
Che che ne sia o possa essere dell'effetto di un tal disaccordo del governo nel giudicare la circostanza politica, e maggiormente ancora della poca o ninna confidenza che si ha generalmente nel carattere del Sovrano, tutto è pel momento paralizzato dall'importanza delle cose di Sicilia*
Dopo varie fasi sanguinose e tristi, lo truppe Beali sgombrarono Palermo, ed ivi forni ossi un Governo tal quale indipendente,' che sta trattando con Napoli. Lo Costituzione dell'anno 12 e l'esclusione a perpetuità delle truppe Napoletane dall'isola sono Je basi sine qua non di un assesto qualunque. A quest'ultima clausola, l'esclusione