Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1942>   pagina <367>
immagine non disponibile

Il Governo napoletano nei primi due mesi del 1848 367
approdando con un certo apparato di forze potrà meglio ottenere o dettare un tenore di condizioni accettabile da ambe le parti. Così si pensa almeno sempre però conviene ritenere che all'eccezione della clausola relativa alla composizione dei Comitati, il nobile Lord non molto dissenta dalle idee dei Siciliani.
Mentre però si è cosi in via di negoziazioni, si spediscono oggi per mezzo di appositi vapori bastanti artiglierie e munizioni in aiuto o rinforzo dei presidi di Messina e Siracusa, dove il Re malgrado lo spirito di condiscendenza in cui egli pare trovarsi, vorrebbe sostenere ancora -una guerra di esterminio.
Queste sono, o sembrano contradizioni, di cui la serie troppo lunga impedisce di conchiuder favorevolmente pél criterio o pel cuore del Sovrano.
Intanto qui, lasciando a parte ogni altra cura, si allestisce di gran fretta tutto l'occorrente festoso e giulivo per il giuramento da prestarsi domani dal Re alla Costi­tuzione, atto solenne che verrà immediatamente ripetuto dai Ministri, dai Magistrati e dall'Armata. Il Corpo diplomatico vi deve essere invitato, e non mancherò di spedire a Vostra Eccellenza il programma e l'esito di una funzione che già anti­cipatamente mette sossopra questo popolo sempre avido di feste, moto e tripudio. Anche s'aspetta sempre a momenti il felicissimo parto di S. M. la Regina, così si combineranno insieme o si succederanno le feste, e forse qualche piccolo disturbo. Pare si voglia approfittare della circostanza, già per sé e per natura tumultuosa, onde far delle dimostrazioni di poca confidenza verso il ministero attuale ed alcune persone state recentemente impiegate ecc., ma non anticipiamo sull'avvenire per quanto sembri minaccioso ancora.
Corre voce ed è anche ben fondata, che si stia rinnovando tutto o in gran parte il personale della diplomazia all'estero. Il Principe Palazuolo è senza dubbio nel numero dei richiamati, e già decimò la nomina a sua vece il principe Giacomo Dentice, cui si troverà facilmente un surrogato. Comunque non ufficiale ancora la cosa, sempre però si vede o si scorge prevalere nel Consiglio od almeno agitarsi l'opinione del rapido progresso e dell'allontanamento di coloro i quali attivamente non vi hanno contribuito.
L'imminenza della partenza del vapore mi costringe di affrettarmi a chiudere'il presente dispaccio col limitarmi a tributare a Vostra Eccellenza l'ossequio del mio rispetto.
XV.
Lo stesso allo stesso.
Napoli, 26 febbraio 1848.
Siccome già nell'ultimo mio dispaccio ebbi l'onore di anticiparne l'annunzio a Vostra Eccellenza, ebbe in fatti luogo il 24 del corrente la gran cerimonia del giura­mento alla Costituzione.
Acchiudo qui il programma di quest'atto solenne il quale venne eseguito con quella pompa ed affluenza di popolo che caratterizzano le funzioni pubbliche in questa rumorosissima Capitale. L'ampio e hen disposto tempio di S. Francesco di Paola si trova più che idoneo, anzi egli e forse esclusivamente adattato per circostanze di tal natura. La famiglia Reale tutta vi intervenne col numeroso suo seguito di Corte: ed i Principi lessero e firmarono ognuno la formula del giuramento dopo il Re, il quale come di ragione, II primo la pronunziò a voce alta, hen distinta, e sonoramente appog­giando sulle frasi più essenziali in* essa contenute.