Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1942
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368
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368 Romolo Quazza
La finizione tutta, bastantemente lunga per la ripetizione del giuramento stesso, successivamente articolato dal Clero* dai Ministri, dai Generali, ecc. ecc., fu davvero imponente ed eseguita in tutte le sue parti colla massima dignità. Uscito il Be dal tempio fccesi a cavallo a passare in rassegna la Civica, schierata sulla gran piazza del palazzo, la croni milizia prestò ivi il suo clamoroso giuramento, il che venne anche fatto dai Reggimenti Svizzeri schierati lungo la villa. Quest'atto stesso veniva ripetuto in tutte le caserme. Quartieri, forti, ecc., in dove le truppe di linea ai tenner consegnate.
Tanto fu pure eseguito nelle Provincie, onde il giuramento costituzionale può dirsi esser stato simultaneamente prestato in forma maggiore in tutte le parti del Regno al di qua del Foro.
Gli Ufficiali Siciliani qui in servizio, alcuni Generali, fra i quali il Governatore di Napoli, si astennero però da quest'atto, al quale dichiararono non poter prender parte, onde non pregiudicare ciò che sta in corso per la Sicilia. Una tal evidente contradizione si tollera siccome in tempi non definiti o poco assestati ancora si suol praticare onde non accrescere il numero dei malcontenti. La Diplomazia, per cui eronsi preparati dei posti distinti, assistè invitata a quest'atto solenne tranne gl'Inviati di 3 Potenze, Russia, Austria, Prussia, i quali non possono ancora aver ricevuto il riscontro che ha dovuto combinarsi fra le loro Corti, alle prime loro comunicazioni sulla fase politica presente. Essi eronsi pure astenuti dal comparire giorni sono al solenne Tedeum, quantunque invitati dal Ministero degli Esteri. Però illuminarono le loro abitazioni la sera della festa del giuramento. Nulla durante quel giorno tutto festoso venne a scemare il giubilo che' davvero compariva universale; S. M. fu applauditissimo in teatro, in dove echeggiarono Evviva di ogni specie; e che che ne fosse delle prave intenzioni, non 'si manifestarono in tal a circostanza. La sera del giorno seguente i studenti ed una gran folla di altri dilettanti vollero far passeggiar per la Città e presentare al largo del palazzo un carro emblematico in encomio al Re ed alla giurata Costituzione, servi questa più che numerosa ed ambulante massa di gente di occasione a molte manifestazioni ostili al governo ed anche alla persona del Sovrano; onde smodati fischi e sconcegrida accompagnarono l'inno festoso e coprirono gli applausi e gli evviva progettati.
I Ministri furono serviti alle case loro del meglio concertato e ben ordinato Chari-vari. Però passò ogni cosa senza positivo disordine, ma fu intanto un piccol saggio di quanto può succedere se il Governo non viene ad assumere maggior forza e material consistenza. In gran parte siffatto summesso rumore, che però minacciava la quiete pubblica, viene attribuito ai malcontenti Siciliani cui ai unirono i mal intenzionati, sempre pronti ausiliari del disordine.
Per verità poi il Governo siccome è composto non capacita nò soddisfa opinione alcuna, e dà pur troppo luogo a vere e fondate lagnanze in tempi di gran strettezza e di somma urgenza siccome quelli che succedono alle forti crisi sociali.
Dirò maggiormente in appresso entrando nei particolari, se però ciò aggrada a Vòstra Eccellenza, potendo un tal tema servir anche di norma altrove nelle attuali circostanze. Ecco intanto un cenno: Gli operai mancano di lavoro, le fabbriche mal si mantengono e forte minacciano di ridurre e sospendere gli affari; il Governo rimane inerte e non provvede.
Venne nominato al Comando della Divisione di Capua un Generale reduce testé dalla Sicilia dove si acquistò nei fatti recenti fama di atrocità, per cui quel forte e numeroso presidio ricusò in massa di prestare in suo mani il voluto giuramento alla